Il maltempo dà una tregua, ma resta l'allerta. Domani la piena del Po

Il grande fiume sta comunque continuando a ricevere senza particolari criticità i suoi affluenti gonfiati dalle piogge. Resta l'allerta per l'allagamento delle aree golenali non difese da argini

Il fiume Po

Nonostante le piogge siano diminuite o cessate, continua la settimana di allerta per "criticità idrogeologica e idraulica" in Emilia, come previsto dalla Protezione civile regionale, che ha attivato la fase di attenzione da ieri fino a domenica prossima. Intanto, dopo aver superato il limite di 5 metri già nella mattinata di ieri a Piacenza, il Po continua nella sua fase di piena che sta attraversando in queste ore Torino: domani la piena è attesa nel parmense. Il grande fiume, dicono i tecnici, al momento sta comunque continuando a ricevere senza particolari criticità i suoi affluenti, gonfiati dalle piogge.

Come anticipato ieri dai tecnici, l'innalzamento dei livelli idrometrici lungo l'asta del Po provocherà l'allagamento delle aree golenali non difese da argini, progressivamente nelle province di Piacenza, Parma, Reggio e Ferrara, con possibilità di danni alle attività agricole e agli insediamenti, ai cantieri di lavoro e ad altre attività lungo le sponde, opere di difesa e regimazione e ad opere di attraversamento. Sono possibili locali effetti di rigurgito nei canali di bonifica e nei corsi d'acqua principali della provincia di Modena, per effetto del mancato recapito nel recettore finale. La Protezione civile "raccomanda attenzione relativamente alla navigazione e agli approdi fluviali. Ci potranno essere locali smottamenti e attivazioni e riattivazioni di fenomeni franosi e limitate interruzioni della viabilità".

SOPRALLUOGO NEL PARMENSE
Il Coordinamento provinciale della Protezione Civile di Parma monitora in queste ore la situazione del livello del Po e dei suoi affluenti fino all'esaurimento della piena. A mezzogiorno è in programma una riunione, indetta dal presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, dell'Unità di crisi con i rappresentanti dei Comuni rivieraschi, di Prefettura, Vigili del Fuoco, Aipo, Servizio tecnico di bacino, oltre al Coordinamento volontari della Protezione civile. Già questa mattina l'assessore provinciale Andrea Fellini, con il Servizio provinciale di Protezione Civile, ha fatto un sopralluogo a Polesine e nelle zone rivierasche, dove l'onda di piena è attesa presumibilmente per la notte.

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La variabile sui dati e l'ora di arrivo nel Parmense è infatti determinata dalla portata degli affluenti. "Tutti i comuni continuano il monitoraggio soprattutto nelle zone golenali, ed è di questa mattina la comunicazione dell' Agenzia regionale di Protezione Civile di procedere con lo sgombero delle aree golenali aperte - rileva Fellini - Alle 9.30 a Ponte Becca (Pv) il livello era di 3,83, di poco superiore al primo livello e al di sotto dei quattro metri e 50 che fissano il livello di guardia e attenzione. E' un dato confortante, perché quel rilievo è effettuato dopo la confluenza col Ticino". A Piacenza il Po è salito a 5,92, superando il primo livello (5) e toccando il secondo, quello di preallarme fissato a 6 metri. A Isola Pescaroli invece le acque sono arrivate a 13,77 metri, il livello due è fissato a 14 metri e la massima piena storica ha raggiunto i 17 metri.

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