Mangia una pizza con la coinquilina, giovane ridotto in fin di vita dal fidanzato di lei: due arresti

Spedizione punitiva di un giovane 26enne che, insieme all'amico 25enne, ha accoltellato il ragazzo più volte al torace

Ha accettato l'invito della sua conquilina, una giovane ragazza napoletana, a mangiare una pizza all'interno di un appartamento di via Trento. Per questo motivo un giovane è stato brutalmente aggredito dal fidanzato di lei che, dopo essere tornato all'interno dell'abitazione con un amico, lo ha accoltellato più volte al torace, riducendolo in fin di vita. La polizia, al termine di una breve indagine, ha arrestato i due giovani per tentato omicidio pluriaggravato in concorso: si tratta del 25enne G.A. e del 26enne S.R., fidanzato della ragazza. 

L'episodio è avvenuto alle ore 20 del 13 marzo a Parma, nel quartiere San Leonardo. I soccorritori del 118 sono intervenuti per trasportare all'Ospedale Maggiore - in codice rosso viste le gravissime ferite riportate - un giovane che era stato accoltellato più volte al torace e sulle braccia. Gli agenti delle Volanti, arrivati sul posto per un sopralluogo, hanno ricostruito la vicenda: il giovane aggredito era stato invitato, poco prima, insieme al fratello, dalla loro coinquilina per mangiare una pizza nella cucina comune dell'abitazione.

Poco dopo, nella stessa casa, era arrivato il fidanzato di lei, il 26enne S.R., poi arrestato. Il giovane ha iniziato a discutere con il giovane coinquilino perchè, secondo lui, stava guardando troppo la sua ragazza: a quel punto ha preso per un braccio la sua ragazza e si è allontanato dall'abitazione. Poco dopo però è tornato insieme ad un amico, entrambi armati con un coltello a serramanico. I due aggressori hanno poi iniziato a colpire la vittima con alcune coltellate e l'hanno poi colpita con calci e pugni. Dopo il trasporto in ospedale il ragazzo aggredito è stato sottoposto ad un intervento chirurgico ed ha avuto una diagnosi per “politrauma da arma bianca con perforazione gastrica e pneumotorace sinistro e versamento pleurico sinistro”. Gli investigatori sono riusciti, tramite la rete di contatti della giovane ragazza napoletana, ad individuare il fidanzato, autore dell'aggressione. 

Nel corso delle indagini, portate avanti anche con le intercettazioni telefoniche, i poliziotti sono riusciti a raccogliere gravi indizi di colpevolezza del fidanzato e dell'amico. La ragazza, al telefono con un’amica, terrorizzata, ha raccontato che, dopo il primo screzio con la vittima, il suo fidanzato l’ha portata via e l’ha chiusa dentro la macchina “mi ha portata in macchina ed è salito su”, per poi tornare su e chiudere i conti con quell’uomo responsabile “forse” di averla guardata un attimo di più “dopo dieci minuti è ritornato correndo con un amico con l’affanno con un coltello in mano”.

Il decisivo ed ultimo riscontro è arrivato dalla testimonianza della stessa vittima che, una volta dimesso dall’ospedale, ancora in convalescenza, sentito dagli investigatori della Squadra Mobile, ha ricostruito i drammatici momenti della sua aggressione ed ha riconosciuto con certezza i suoi aggressori. 

Il coltello usato non è stato ritrovato in quanto, come riferito dalla stessa fidanzata del 26enne arrestato, nella conversazione telefonica con l’amica, subito dopo l’aggressione, i due se ne sono liberati gettandolo nel torrente Parma “appena è entrato in macchina l’ha messo nel giubbino e poi dopo siamo arrivati sul ponte e l’ha buttato”

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