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'Senza impresa non c'è Italia': il 18 febbraio imprese in piazza a Roma

Le associazioni delle Piccole e Medie Imprese si preparano a scendere in piazza a Roma, riunite sotto la bandiera di R.ETE. Imprese Italia, per la manifestazione nazionale in programma martedì 18 febbraio in Piazza del Popolo "Senza Impresa non c'è Italia

Le associazioni delle Piccole e Medie Imprese si preparano a scendere in piazza a Roma, riunite sotto la bandiera di R.ETE. Imprese Italia, per la manifestazione nazionale in programma martedì 18 febbraio in Piazza del Popolo "Senza Impresa non c'è Italia. Riprendiamoci il futuro". Una manifestazione che si pone come principale obiettivo quello di chiedere a gran voce a Governo e Parlamento un'urgente svolta della politica economica del nostro Paese. Una richiesta che ha bisogno di una risposta concreta, capace di far fronte ad una crisi economica che ha visto crescere in questi anni la disoccupazione e la pressione fiscale a livelli insostenibili.

L'iniziativa, a cui aderiscono - oltre a Confesercenti - le rappresentanze di imprenditori di Casartigiani, Cna, Confartigianato e Confcommercio, è stata presentata questa mattina in Camera di Commercio alla presenza di tutti i presidenti delle associazioni coinvolte, (Corrado Testa, per Confesercenti Parma; Gualtiero Ghirardi per CNA Parma; Leonardo Cassinelli per Confartigianto Apla Parma e Ugo Margini per Ascom Confcommercio Parma).  L'intervento del presidente di Confesercenti Parma, Corrado Testa, si è concentrato sui problemi legati alla burocrazia che rallenta la crescita e lo sviluppo delle aziende. "Occorre semplificare la vita delle imprese che oggi sono oggetto a 120 adempimenti l'anno - spiega Testa -. Ogni imprenditore deve perdere tempo e denaro per tenere il passo di una stupida e costosa burocrazia. 

Ieri un commerciante di Fidenza ci ha raccontato con una e-mail un fatto che rappresenta la follia del momento che stiamo vivendo: per pagare 16 euro di imposta per l'esposizione di un cavallettopubblicitario, ne ha dovuti sborsare di fatto 43 a causa di una sanzione dovuta alla perdita del bonifico, incredibilmente perso dal Comune di Fidenza. LA LETTERA PUBBLICATA DA PARMATODAY

Non sono certo i 43 euro il problema, ma il  tempo perso, la rabbia e un trattamento che francamente fa perdere la voglia di fare l'imprenditore.  Questo è solo uno dei tanti esempi di burocrazia impazzita che blocca le imprese e che alimenta  un vortice di denaro sprecato, non utilizzabile per investimenti e progetti, ma spesso utilizzato per  alimentare un apparato burocratico vorace ed inefficiente. 

I costi della burocrazia risultano essere sempre più gravosi e non calano al calare del fatturato - continua il presidente di Confesercenti -. Ma voglio fare alcuni esempi per rendere più chiaro il problema: ci vogliono 400 giorni di attesa e una moltitudine di documenti per allargare un edicola; servono otto mesi per avere un'autorizzazione di pubblico spettacolo; due anni per ricevere i bollettini della Cosap, con i due anni da pagare tutti insieme, e in caso di ritardo gli interessi arrivano a toccare il 70%, se si paga con 120 giorni di ritardo. Regole comunali, provinciali, regionali, nazionali, a cui si aggiungono quelle dei Vigili del Fuoco, Ausl, Sovrintendenze, Vigili Urbani con relative multe, sanzioni, penali, interessi e balzelli vari. Oggi, da quando si ipotizza di fare impresa, al primo Euro di fatturato, occorre attendere almeno 300 giorni e sostenere molti costi per sottostare a tutte le normative. A Roma noi chiederemo semplificazioni. Diciamo basta alle migliaia di farraginose pratiche burocratiche. Questa burocrazia frena l'impulso imprenditoriale, soprattutto quello dei giovani, futuro del nostro Paese.

Voglio poi aggiungere - ha concluso il presidente Testa - che a Roma, oltre alla principali associazioni PMI, sarà presente anche un comitato formatosi a Salsomaggiore e che si allarga a tutta la provincia. Si chiama Comitato 580, un gruppo di commercianti che scenderà in piazza con noi, e che nel suo nome fa riferimento alle 580 persone che si sono suicidate nel 2013". "Porteremo in Piazza i disagi delle imprese che rappresentiamo, bisogna intervenire con prontezza e urgenza per fermare la recessione e dare respiro alle aziende - ha ribadito Gualtiero Ghirardipresidente CNA Parma -. Nell'anno appena trascorso l'economia di Parma ha perso poco meno di 700 imprese, in Emilia Romagna hanno chiuso oltre 5.800 aziende, i dati nazionali confermano la cessazione di 372.000 attività e gli occupati sono diminuiti di un milione di unità. Dati allarmanti. Con R.ETE. Imprese Italia presenteremo 10 punti che rappresentano le priorità e che devono entrareal più presto nell'agenda della Politica, del Governo e dei Partiti, a partire dal tema principale del mercato del lavoro che da tempo soffre di un'enorme debolezza strutturale. A Roma vogliamo dare voce alle aziende di Parma, non per abbattere ma per costruire un futuro migliore per le nostre imprese. Serve un cambio di direzione, al più presto".

"Le nostre imprese hanno difficoltà a reperire credito dalla banche - ha proseguito Leonardo Cassinelli, presidente di Confartigianto Apla Parma -. Da un recente studio sui dati della Banca d'Italia, risulta che il credito erogato nel 2013 fino al 30 settembre, è calato notevolmente rispetto agli anni precedenti: 90 miliardi di euro erogati, per un calo del 6.3% rispetto all'anno precedente. Un segnale importante da tenere in grande considerazione. Purtroppo, di questi 90 miliardi, la maggior parte è ad appannaggio delle grandi imprese, a discapito delle piccole, di quelle cioè che hanno meno di 20 addetti e che rappresentano il 97% delle imprese, ma che ricevono circa il 20% del credito erogato".

"Siamo arrivati alla disperazione - il commento di Ugo Margini, presidente di Ascom Confcommercio Parma -. Le nostre imprese, che ci sono sempre state e che hanno fatto tanto per assorbire i disagi sociali di questi ultimi anni, non devono più dare, ma ricevere. Non abbiamo bisogno di promesse, abbiamo bisogno, come piccole e medie imprese, di risposte e di segnali forti dal Governo. Abbiamo bisogno di strumenti per arginare la deriva fiscale di questi ultimi anni, per garantire la flessibilità del lavoro, per fare ripartire i consumi e l'occupazione e invertire questo ciclio economico che ci sta strozzando. A Roma chiederemo l'intervento immediato del Governo per alleggerire la pressione fiscale, rilanciare i consumi e intraprendere una politica vera di sviluppo. Adesso la politica deve fare la sua parte, evitando di perdere tempo e risorse preziose per beghe interne di partito o di potere e preoccupati molto di più da una Legge Elettorale che dell'Economia di una Nazione e del benessere dei suoi cittadini. A noi sembra che la macchina pubblica non stia facendo i sacrifici che invece fanno ogni giorno le imprese". L'appuntamento è dunque fissato a Roma per martedì 18 febbraio in piazza del Popolo, tutti uniti per urlare che "Senza Impresa, non c'è Italia. Riprendiamoci il futuro".

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