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Protesta di poliziotti e Vigili: oggi presidio in Prefettura

In occasione della giornata nazionale di mobilitazione del 23 ottobre anche a Parma un sit in davanti all'ufficio del Governo: "I servizi essenziali per la sicurezza non sono più assicurati"

I Sindacati dei Corpi di Polizia, dei Vigili del Fuoco ed i Cocer dei Militari manifesteranno domani davanti alla sede della Prefettura di Parma dalle 10.30 alle 11.30 e della Regione Emilia-Romagna a Bologna, dalle 9 alle 12. Si terranno manifestazione in tutta Italia. "Anche da Parma parteciperemo quindi a questo sit in di protesta" dichiarano Lucio Biggi Segretario Provinciale della Federazione Nazionale della Sicurezza CISL, Michele Ristagno, Segretario Provinciale del CONAPO e Enzo Lettieri, Segretario Provinciale UIL VVF, organizzazioni sindacali che hanno aderito per i Vigili del Fuoco, assieme alla UGL, alla mobilitazione. Alla protesta partecipa per la prima volta anche la Guardia di Finanza, la Polizia Penitenziaria.

IL VOLANTINO CHE VERRA' DISTRIBUITO A PARMA

"La manifestazione del 23 ottobre .si legge in una nota- si rende necessaria perché i servizi fondamentali quali quelli del soccorso alla popolazione e della sicurezza non sono più assicurati in termini adeguati a causa dei veri e propri tagli lineari ai bilanci e della non copertura delle carenze di organico derivanti dal turnover . A ciò si aggiunge l’intenzione di “armonizzare” l’assetto pensionistico del personale del Corpo, da parte del Governo tecnico, provocando una preoccupante condizione di tensione e di malessere che anche per la delicatezza della funzione svolta. Anche a Parma questi effetti, qualora dovessero essere determinati, avranno riflessi e porranno seri interrogativi sul come affrontare le necessità del servizio. Sta di fatto che a pagarne le conseguenze saranno i cittadini ed i nostri operatori che affrontano le emergenze sulla strada".  

"Oggi una politica tecnico/ragionieristica risparmia sulla incolumità e la sicurezza delle persone, tagliando risorse in settori essenziali dello Stato come appunto i Vigili del Fuoco, negando una fondamentale prospettiva di sicurezza e futuro. In Italia, dove a regime dovrebbero essere presenti meno di 30.000 pompieri professionisti, con uno dei più bassi rapporti europei fra operatori e popolazione (1 pompiere ogni 2.050 abitanti, contro la media europea di 1 ogni 1.000) gli organici vengono ulteriormente ridotti, si chiudono i nuclei specialisti, come sommozzatori ed elicotteristi; si intendono rivedere alcuni distaccamenti sul territorio diminuendo la già carente capillarità del Corpo, i mezzi sono sempre più vecchi, logori e malmessi, i debiti nei comandi provinciali aumentano progressivamente con cifre serie e preoccupanti".
 

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