Manodopera irregolare per evadere il fisco: sequestro di 400 mila euro ad un salumificio

Il rappresentante legale della società del parmense è stato denunciato per utilizzo di fatture per operazioni inesistenti

Avrebbe impiegato numerosi lavoratori interinali, che in realtà svolgevano le stesse mansioni dei dipendenti ed erano sotto il controllo disciplinare e organizzativo del responsabile della produzione, allo scopo di ottenere un consistente risparmio illecito per quanto riguarda Iva e Irap. I finanzieri delle Fiamme Gialle di Parma hanno eseguito il decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip del Tribunale di Parma Mattia Fiorentini, di 400 mila euro nei confronti di un salumificio del parmense. Il rappresentante legale della società è stato denunciato per utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. 

Secondo quanto ricostruito dalle indagini di polizia economico-finanziaria - che sono state lunghe ed articolate ed hanno permesso di ricostruire il quadro della situazione fiscale della società nel corso degli anni 2014, 2015, 2016 e 2017 - il salumificio aveva stipulato alcuni contratti d'appalto con cinque società di Reggio Emilia e di Parma allo scopo di "mascherare un'illecita somministrazione di manodopera per poter così ottenere un indebito risparmio di Iva e Irap". 

Durante un'ispezione all'interno della sede del salumificio i finanzieri avevano rilevato che i lavoratori delle società appaltatrici lavoravano, già dal 2014, sulle linee di produzione della società ed effettuavano prestazioni lavorative sotto il diretto controllo disciplinare ed organizzativo del responsabile della produzione del salumificio, lavorando a fianco a fianco ai dipendenti dell'azienda. 

L'analisi sulle fatture emesse per le prestazioni lavorative ha portato a rilevarne l'irregolarità poichè "rappresentano una realtà economica diversa da quella effettivamente riscontrata". Secondo quanto ricostruito dai finanzieri il guadagno illecito, dovuto al risparmio di Iva e Irap, sarebbe stato di 412 mila euro. Il titolare della società è stato indagato con l'ipotesi di reato di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti mentre il Gip del Tribunale ha emesso il decreto di sequestro preventivo di 412 mila euro, eseguito sui conti bancari dell'azienda. 


 

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