Marcia delle donne e degli uomini scalzi: a Parma doppia manifestazione di solidarietà ai migranti

La prima manifestazione che è partita da barriera Repubblica. La seconda è arrivata da via Mazzini per stabilirsi sotto i Portici del Grano. Tante le persone a piedi scalzi, centinaia di persone, cittadini italiani e stranieri.

Doppia manifestazione, non senza qualche polemica, a Parma nel giorno della Marcia delle donne e degli uomini scalzi per solidarizzare con i migranti e con i rifugiati che fuggono dalle guerre e principalmente quella in Siria. 

La prima manifestazione partita da barriera Repubblica alle 18  si è caratterizzata per uno striscione azzurro che rappresenta il mare e che ha attraversato via Repubblica, poi via Cavour fino a piazzale della Pace. Tra le onde le teste di tante persone che a Parma hanno portato  la bandiera della pace, ma anche quella italiana. Lo slogan era: "Parma accoglie e non respinge". Promossa da  Camera del Lavoro di Parma, Libera Parma, ARCI, ANPI, ANPPIA, UDU, AUSER, ANMIC, Legambiente, Sunia, Federconsumatori, Emergency, Amici 'Africa, Centro Interculturale di Fidenza, Comunità Senegalese di Parma e Provincia, ha visto sul palco alcune testimonianze tra cui quella di Emilio Rossi, presidente del CIAC e quella molto toccante di un ragazzo siriano che ha ricordato: "Non dimentichiamoci delle vittime della guerra in Siria, dei bambini che vediamo morti tra le onde nelle foto su Facebook, ma ricordiamo anche i moti volti che sono morti e che non abbiamo mai visto".

La seconda manifestazione si è tenuta alle 19 in piazza Garibaldi ed è stata promossa da Artlab, alla quale hanno aderito Art Lab, Nomas occupato, Rete Dormire Fuori, Partito della Rifondazione Comunista Parma, Sinistra classe e rivoluzione, Perché no?, Aula Tsunami, Azione Civile Parma e Unione Sindacale di Base.

Artlab dichiara in un comunicato: "Troppe volte, negli ultimi giorni, abbiamo aperto i giornali e ci siamo trovati davanti a narrazioni che ricordano periodi ben più bui. La chiusura delle frontiere a Ventimiglia e a Calais, l'innalzamento di muri in Ungheria, i pogrom romani, i tanti, troppi, morti inghiottiti dal mar Mediterraneo sono sintomi di una morte etica ancorché politica dell' Europa. 
A volte non esistono zone grigie, bisogna scegliere con decisione da che parte stare. O con chi pensa che i migranti che scappano da guerre siano cibo per pesci o con chi pensa che la libertà di movimento non possa essere appannaggio di poche persone, ma sia un diritto inalienabile. Come hanno fatto ad esempio gli abitanti dell'Islanda che di fronte alla disponibilità del governo ad accogliere 50 rifugiati hanno messo a disposizione dodicimila posti letto. Come hanno fatto gli abitanti austriaci, accogliendo numerosi migranti giunti dopo l'apertura delle frontiere.
L' 11 settembre saremo in Piazza Garibaldi per ribadire la nostra solidarietà alle sorelle e ai fratelli che stanno raggiungendo l'Europa da tutto il mondo.
Invitiamo tutti, singoli, gruppi e associazioni a sottoscrivere questa giornata e a parteciparvi.
Stop fortess Europe. Per un'Europa dei diritti e della solidarietà!"

Centinaia le persone in strada: cittadini, rappresentanti delle istituzioni, famiglie con bambini, in molti erano scalzi. 

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