La scomparsa di Margherita, i genitori: "Plagiata dal ragazzo, non è più libera"

Nuovi sviluppi sul caso della scomparsa della 15enne di Vicofertile, la testimonianza anonima di una vittima del ragazzo di Margherita a 'Chi l'ha visto' racconta: "Soggiogata da lui, persona pericolosissima, subdola e molto violenta"

Margherita Cecchi

Emergono nuovi sviluppi sulla scomparsa della 15enne di Vicofertile Margherita Cecchi avvenuta il 8 giugno scorso. Secondo quanto reso noto dagli inquirenti, la giovane si troverebbe a Tarifa, ipotesi fondata su aggiornamenti nel suo social network. Sulla scomparsa di Margherita si delinea un quadro sempre più allarmante per il ruolo che avrebbe la persona che lei frequenta dal gennaio scorso, Rudy. L'uomo, 28 anni, ha un passato difficile, con precedenti penali per rapina oltre a essere un volto noto alle forze dell'ordine per spaccio di stupefacenti nei pressi dell'Istituto Toschi. La madre Cristina Spallito e il padre Luigi Cecchi ai microfoni di Chi l'ha visto sottolineano la grande preoccupazione manifestata sin da subito e la disapprovazione della relazione, sfociata nel ricorso alla Polizia per chiedere un intervento in merito. "Abbiamo chiesto che facessero qualcosa dato che si tratta di una persona pericolosa, pensavamo che con il nostro dissenso trattandosi di una minorenne si sarebbe potuto fare qualcosa, invece ci hanno detto che dato che lei era consenziente non si poteva fare niente. Ci siamo sentiti abbandonati".

LA RICHIESTA DI AIUTO ALLA POLIZIA - La situazione di Rudy, secondo Luigi Cecchi, stimola da subito in Marghetita l'impulso di aiutarlo, di salvarlo dandogli una seconda possibilità. "Eravamo contrari al fatto che dopo la scuola lei andasse da lui e ci restasse sino a tardi o a volte anche a dormire, ma lei non voleva sentire ragioni", sottolinea la madre di Margherita. A prova dell'attitudine violenta di Rudy le dichiarazioni della madre di Margherita, Cristina: "Sapeva che non appoggiavo questo rapporto, ha detto che avrebbe fatto di tutto per distruggermi anche aspettandomi sotto casa". La convinzione di Luigi e Cristina è che Rudy sia riuscito a plagiare Margherita, instradandola nel mondo della droga e convincendola anche a rubare a casa dei genitori, come poi lei stessa confessa a suo padre. L'epilogo il giorno della scomparsa, quando Margherita approfitta di un momento di distrazione di sua madre per andarsene.

Di estito negativo anche la telefonata effettuata da Cristina Spallito a Rudy per avere notizie della figlia: "Mi ha risposto dicendomi che a lui non importava niente di mia figlia". A distanza di pochi giorni dalla scomparsa arriva una telefonata di rassicurazione da una cabina telefonica di Torino ma, successivamente, quando Cristina cerca di mettersi in contatto con la propria figlia, al suo numero di cellulare risponde una voce maschile che nega possibili contatti. "Questo indica chiaramente che ormai Margherita non è più libera se non può neanche disporre del suo cellulare".

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LA TESTIMONIANZA DI UNA VITTIMA - Un retroscena che allarma ulteriormente i genitori di Margherita è messo in luce dalle dichiarazioni di una giovane donna che contatta Chi l'ha visto per raccontare in forma anonima la propria esperienza con Rudy risalente a 8 anni prima. Descrive una persona particolarmente violenta, soggetta a scatti d'ira improvvisi, racconta di averlo conosciuto a un rave party dopo essere appena scappata di casa: "Si è offerto di ospitarmi e da subito mi ha inculcato l'idea che non dovevo più tornare dalla mia famiglia. Mi ha fatto scoprire l'eroina, ero totalmente soggiogata da lui, è una persona pericolosissima e subdola. Avevamo fatto un viaggio in autostop sino alla Spagna, è stato terribile, al limite della sopravvivenza, usò violenza con me. Solo grazie all'aiuto di mia madre e del supporto della mia famiglia sono riuscita a liberarmene e denunciarlo". Un racconto significativo che, se confermato, metterebbe in luce un rapporto deviato e di supremazia che potrebbe essersi ripetuto anche con Margherita.

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