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Maroni in Municipio: tra sindaci disertori e studenti contestatori

Incontro "flop" per il ministro degli Interni: 14 sindaci hanno disertato l'appuntamento per il mancato confronto con l'Anci; gli studenti-contestatori, invece, sono stati bloccati prima di arrivare in piazza

Mentre si svolge l'incontro in Municipio, un gruppo di studenti sta manifestando contro il ddl Gelmini che sarà discusso domani in Parlamento. I giovani universitari, che marciano dietro lo striscione "Gli studenti fanno le barricate, trema Gelmini hai le ore contate", sono stati bloccati dalle forze del'ordine alla fine di via Mazzini, impedendogli l'accesso in piazza Garibaldi.

Intanto Lorenzo Pelagatti, rappresentante del Consiglio d’Amministrazione dell’Università di Parma e rappresentante dell'Udu ci comunica che i manifestanti non appartengono all'Unione degli Universitari e non sono tra gli studenti che hanno occupato il tetto di Matematica.

Quattordici sindaci non hanno partecipato all'incontro con il ministro dell'Interno Roberto Maroni sul tema della sicurezza urbana, che si è svolto in Comune. I principali motivi della protesta sono stati spiegati dal primo cittadino di Modena, Giorgio Pighi: il mancato confronto con l'Anci, l'Associazione dei Comuni; la mancanza di una legge organica "che riordini il sistema e non i dettagli", riformi la Polizia locale e definisca il ruolo dei sindaci; la mancata definizione delle somme a disposizione nei pacchetti sicurezza.

Le ragioni della protesta sono contenute in un documento firmato, oltre che da Pighi, da Paolo Lucchi (Cesena), Roberto Balzani (Forlì), Daniele Manca (Imola), Roberto Pucci (Massa), Flavio Zanonato (Padova), Roberto Reggi (Piacenza), Fabrizio Matteucci, (Ravenna), Graziano Delrio (Reggio Emilia), Alberto Ravaiol (Rimini), Fausto Merchiori (Rovigo), Massimo Federici (La Spezia), Alessandro Andreatta (Tento) e Lorenzo Guerini (Lodi).

Manca, secondo i quattordici, la legge di coordinamento che consentirebbe di "fare sistema" tra le funzioni dei prefetti e quelle dei sindaci, con l'obiettivo di "uscire dallo stereotipo dell'ordine e della sicurezza pubblica per accedere a un più evoluto e concreto concetto di sicurezza urbana integrata". "Signor ministro, non saremo a Parma, ma potrà trovarci nella nostra associazione, l'Anci, pronti in ogni momento a un confronto serio ed aperto", è la conclusione.

IL COMUNICATO DEL COMUNE

Il Tavolo di Parma è per me fonte di continua ispirazione”, spiega Maroni. Il ministro infatti, prima di presentare la legge in materia di sicurezza urbana in Parlamento, ha chiesto e ottenuto un confronto con i sindaci della Carta di Parma, ai quali ha consegnato in anteprima il disegno di legge sulla sicurezza, chiedendo loro osservazioni puntuali per migliorare la proposta del governo.

“La presenza del ministro Maroni a Parma è un atto di vero federalismo, perché nella fase di conversione di un decreto legge, va ad ascoltare i sindaci, cioè coloro che dovranno poi applicare la legge”, afferma il sindaco Pietro Vignali, al termine dell’incontro con il ministro dell’Interno.

Ad essere sotto la lente il DL 187 del 12 novembre 2010, convertito in disegno di legge, contenente misure urgenti in materia di sicurezza urbana. In particolare l’articolo 8, circa l’attuazione delle ordinanze dei sindaci, prevede che il Prefetto quale autorità provinciale di pubblica sicurezza, disponga le opportune misure affinché le forze dell’ordine attuino le ordinanze adottate dal sindaco. Grazie a questo atto, tutte le materie relative alla sicurezza urbana regolate da ordinanze sindacali non verranno fatte rispettare solo dalla Polizia municipale, ma da tutte le forze dell’ordine. “Questo è un passo avanti fondamentale per garantire una più efficace tutela del decoro urbano e della sicurezza dei cittadini”, afferma il sindaco Vignali.

Durante il Tavolo si è parlato di estensione ai sindaci della qualifica di Autorità locale di Pubblica sicurezza, riforma della Polizia Locale, Svincolo delle spese per la sicurezza dal Patto di stabilità, Creazione di un osservatorio sulla sicurezza urbana presso il Ministero composto da rappresentanti del Ministero e da funzionari esperti segnalati dai sindaci delle città e dei Comuni, possibilità di espulsione per il cittadino comunitario che non ottemperi al provvedimento di allontanamento, contrasto alla prostituzione di strada attraverso l’allontanamento effettivo per le persone comunitarie che svolgono attività di prostituzione.

Infine, alla domanda sulla tessera del tifoso maroni ha risposto: "Non torno indietro".

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