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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

La Massese e quel progetto che non è mai partito, il presidente della Provincia: “Non ci sono scuse”

Andrea Massari: “Ci vorrebbe un presidio fisso per evitare la troppa velocità”

L’ennesimo incidente stradale sulla Massese, costato tre giovani vite, ha evidenziato ulteriormente le criticità del tratto stradale. Sull’onda lunga delle polemiche il presidente della Provincia, Andrea Massari, analizza la situazione che di certo si presenta spinosa. Da tempo gli enti hanno fatto pressione per migliorare la situazione, in testa Langhirano. Ma la Massese resta un labirinto, che si interseca in una lunga burocrazia macchiata da episodi che continuano a far discutere. 

Presidente, qual è lo stato dell’arte? 


“La Provincia, assieme al Comune di Langhirano, ha chiesto negli anni scorsi degli interventi, studiando una soluzione per rendere meno pericoloso quell’incrocio. Un progetto che è stato valutato ormai mesi fa, quando quella strada è stata trasferita all’Anas. La provincia di Parma come ente ha  accompagnato insieme al Comune di Langhirano in Anas questo progetto, ne ha parlato e ne ha sostenuto l’urgenza.  Adesso è veramente triste e angosciante riparlarne, ma  purtroppo ci sono diversi punti della rete stradale che possono presentare delle criticità. Si vorrebbe essere  sempre pronti a intervenire, per correggere tutti i difetti ed evitare che succedano cose come queste, ma non ci sono scuse, un po’ come ha detto il sindaco di Langhirano”. 

Cosa ha detto? 
“Dico solo che quando i sindaci si lamentano che ci sono criticità, bisogna cercare di ascoltarli e di intervenire. Da sindaco e da presidente della Provincia, dico che se facciamo richieste per avere l’aiuto del Governo, se facciamo richieste per avere i dossi o elementi di rallentamento, autovelox fissi, lo facciamo perché ne abbiamo bisogno.
Nella nuova veste di presidente della Provincia, dico: cerchiamo di ascoltare i sindaci perché quando parlano hanno bisogno. In questo caso non sappiamo cosa sarebbe accaduto in quell’incrocio se ci fosse o non ci fosse stata la rotatoria, ad esempio. E comunque c’è un tema: c’è stata da parte di qualcuno, non so chi, il mancato rispetto delle norme  per la velocità. La Massese è una strada molto lunga con dei grandi rettilinei che porta ad andare molto veloce”. 

Perché non vengono eseguite le richieste dei sindaci? 

“Le ragioni possono essere tante ma principalmente perché sono numerosissime le richieste che possono essere sul tavolo di una missione provinciale. Incroci, tante intersezioni, tante strade, tante situazioni da aggiustare. Poi bisogna trovare una compatibilità anche economica con questi interventi e a volte anche progettuale e a volte bisogna avere l’autorizzazione. L’iter burocratico è lungo perché una soluzione che l’opinione pubblica ritiene logica magari non è normativamente compatibile  con le procedure burocratiche”. 

Cosa serve per rischiare meno?

“Sulla Massese sicuramente qualche intervento in alcune intersezioni va fatto: sicuramente serve anche un presidio fisso di controllo della velocità,  puntuale però. Nelle strade nelle quali sono stati installati autovelox fissi e funzionanti,  l’incidentalità e soprattutto gli incidenti gravi sono diminuiti: quindi vuol dire che è un po’ funziona”.

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