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Maturità: "Siamo quello che mangiamo?" La traccia più scelta dagli studenti

Dai primi commenti raccolti al liceo Ulivi il tema socio-economico è stato quello più gettonato. La traccia più temuta si è confermata quella storica e in pochissimi hanno optato per la poesia di Ungaretti

Non più difficili delle aspettative le tracce proposte per la prova di Italiano, il commento a caldo di alcuni studenti del Liceo Scientifico Giacomo Ulivi, dopo aver terminato la prima prova scritta dell'esame di maturità.
Dai commenti emerge come ad avere la meglio tra le scelte sia stata la traccia "Siamo quello che mangiamo?", la traccia di ambito socio-economico in merito al rapporto tra scienza e alimentazione.

"Ci si poteva scrivere qualcosa perchè è un argomento che mette in relazione quello che noi mangiamo con la nostra vita. Se mangiamo cose che si preparano alla svelta, siamo una società che va sempre di fretta e non ha mai tempo. E' un po' anche quello che si vede in giro. In molti l'hanno scelto per questo secondo me, perchè non era difficile trovare spunti per parlane anche perchè è anche il modo per mettere un'opinione personale, sviluppare un pensiero".

Aspettative disattese in merito alle tracce proposte per la maggiorparte degli studenti intervistati. "Non ci aspettavamo questi argomenti. I professori non ci avevano detto niente, ma noi eravamo molto più orientati sul nucleare, sull'Unità d'Italia. Io ad esempio ero certa che ci fosse qualcosa sull'immigrazione o la beatificazione del Papa, invece niente di tutto questo".

In molti affermano di aver scelto il saggio breve di ambito artistico-letterario, «Amore, odio, passione» con brani di Verga, D'Annunzio e Svevo. Ma nessuno degli intervistati ha detto di aver optato per l'analisi della poesia "Lucca" di Ungaretti. "Ci aspettavamo Pascoli o D'Annunzio. Erano i più fattibili perchè non venivano fuori nei temi d'esame da un po' di tempo". Difficoltà espresse anche per chi era preparato sull'autore: "Non avevamo mai fatto quella poesia durante l'anno, e per quanto possa conoscere la poetica di Ungaretti, non avrei mai rischiato di analizzarla per l'esame".

La traccia più temuta si riconferma essere quella storica, relativa a una frase dello storico Eric Hobsbawm, con il suo «Secolo breve», "L'ho saltata a piè pari, contavo già di non sceglierla", il commento di uno studente.
Decisa scelta preventiva non optare per la traccia scientifica è il commento condiviso tra vari ragazzi, uno dei quali ammette: "Nella mia classe abbiamo fatto solo una simulazione di questo tipo, quindi avevo deciso già di non scegliere la traccia scientifica".
Con un seppur parziale sospiro di sollievo, l'attenzione è già rivolta alle prossime prove.

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