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Mazzali verso la liquidazione, sciopero dei lavoratori contro i licenziamenti

Mercoledì 27 maggio si è svolto lo sciopero dei lavoratori della Mazzali srl. La storica azienda produttrice di mobili di Chiozzola di Sorbolo sconta purtroppo una indisponibilità di credito da parte del sistema bancario e di recente, a causa di questo, ha annunciato l’intenzione di fare richiesta di accesso a concordato liquidatorio in continuità

Nella giornata di ieri, mercoledì 27 maggio, si è svolto lo sciopero dei lavoratori della Mazzali srl. La storica azienda produttrice di mobili di Chiozzola di Sorbolo sconta purtroppo una indisponibilità di credito da parte del sistema bancario e di recente, a causa di questo, ha annunciato l’intenzione di fare richiesta di accesso a concordato liquidatorio in continuità, con un esubero di maestranze pari al 51% del totale, congelando contestualmente il pagamento delle retribuzioni di aprile.

Alla mobilitazione, proclamata dalla FILLEA CGIL provinciale e cui ha aderito la pressoché totalità delle maestranze dipendenti (in tutto 37) è seguito un incontro tra una delegazione di lavoratori, accompagnati da Valentina Anelli della segreteria confederale CGIL della Zona di Sorbolo e Colorno e da Tania Pesci della segreteria FILLEA CGIL Parma, con il sindaco di Sorbolo, Nicola Cesari.

Dall'incontro si è evinto un profondo interesse da parte del sindaco rispetto alla situazione di disagio e all’incertezza sulle prospettive future che i dipendenti della Mazzali si trovano ad affrontare. Ad oggi, infatti, precisamente dal 26 maggio scorso, gli Ammortizzatori Sociali Ordinari sono terminati, quindi si rischia che decine di lavoratori si ritrovino senza alcuna copertura.

Il sindaco ha dato la propria disponibilità ad attivarsi nei luoghi istituzionali preposti a sostegno di un tessuto sociale del territorio già pesantemente colpito, come attestano le chiusure di importanti realtà produttive, da una perdurante recessione. Secondo la FILLEA provinciale è tuttavia inaccettabile che si continui a scaricare la crisi economica sempre e soltanto sulla pelle dei lavoratori e sulle loro famiglie. Per questo, unitamente alle maestranze dipendenti e alle RSU aziendali, intende al più presto chiedere l'immediata apertura di un tavolo istituzionale, che partendo dalla valorizzazione del lavoro, dalle professionalità in essere e dalla dignità delle persone, possa individuare scelte e percorsi organizzativi volti ad evitare i licenziamenti.

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