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Lunedì, 17 Giugno 2024

Medico furbetto: come è nata l'indagine

Il comandante della Guardia di Finanza, Ferdinando Capezzuto: "In orario di servizio nel penitenziario svolgeva attività privata"

Era incaricato dall'Ausl di svolgere l'attività di medico di guardia nel carcere. Ma da tempo si assentava nell'orario di lavoro per andare a svolgere attività in strutture mediche private e negli studi dei medici di medicina generale in città che sostituiva quando erano in ferie, arrivando così a guadagnare circa 7.000 euro lordi al mese. Per questo un "camice bianco" infedele di Parma è finito agli arresti domiciliari con le accuse di "truffa aggravata ai danni dello Stato" e "falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici". Nei suoi confronti è stato inoltre emesso un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 81.000 euro. A svolgere le indagini sono stati gli uomini della Guardia di finanza della città ducale, avvalendosi tra l'altro del tracciamento del Gps collegato all'autovettura in uso all'indagato, di una videocamera per inquadrare il marcatore del badge del carcere e dei dati di tre diversi badge utilizzati dal medico, di cui uno dell'Ausl e due dell'Istituto penitenziari

Le successive attività investigative sono state condotte dalle Fiamme Gialle attraverso pedinamenti, il tracciamento del GPS collegato all'autovettura in uso all'indagato, l'installazione di una videocamera per inquadrare il marcatore del badge, nonché l'incrocio dei tabulati telefonici e delle registrazioni di tre diversi badge di pertinenza uno dell'AUSL e due dell'Istituto penitenziario. Secondo l'ipotesi investigativa, condivisa dal GIP, l'indagato, che in qualità di personale medico convenzionato con l'AUSL riveste la qualifica di pubblico ufficiale, si sarebbe allontanato sistematicamente dalla struttura penitenziaria durante l'orario in cui avrebbe dovuto assicurare la propria presenza in servizio, al fine di recarsi presso altre strutture sanitarie private e/o studi professionali riconducibili a medici di assistenza primaria, che provvedeva a sostituire nei periodi di assenza emettendo svariate ricette mediche.

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