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Lunedì, 17 Giugno 2024

Medico furbetto, il Procuratore: "Svolgeva attività di carattere privato"

Alfonso D'Avino: "Si organizzava sostituzioni di medici di famiglia o direzione sanitaria di un laboratorio privato. La popolazione carceraria è numericamente consistente e non può essere privata di operatori sanitari. La situazione diventa importante"

Era incaricato dall'Ausl di svolgere l'attività di medico di guardia nel carcere. Ma da tempo si assentava nell'orario di lavoro per andare a svolgere attività in strutture mediche private e negli studi dei medici di medicina generale in città che sostituiva quando erano in ferie, arrivando così a guadagnare circa 7.000 euro lordi al mese. Per questo un "camice bianco" infedele di Parma è finito agli arresti domiciliari con le accuse di "truffa aggravata ai danni dello Stato" e "falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici". Nei suoi confronti è stato inoltre emesso un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 81.000 euro. A svolgere le indagini sono stati gli uomini della Guardia di finanza della città ducale, avvalendosi tra l'altro del tracciamento del Gps collegato all'autovettura in uso all'indagato, di una videocamera per inquadrare il marcatore del badge del carcere e dei dati di tre diversi badge utilizzati dal medico, di cui uno dell'Ausl e due dell'Istituto penitenziario.

In definitiva, è emerso che le timbrature registrate dai rilevatori gestiti dall’istituto penitenziario e quelle di cui al rilevatore installato dall’Ausl all’interno del carcere non coincidono con una differenza in eccesso nel periodo gennaio 2021-marzo 2024 pari a 3632 ore: 2944 ore di effettiva presenza rispetto a 6576 ore di presenza attestata dall’indagato nei confronti dell’Ausl.

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