Cesare, una vita da barbone: "Ho perso tutto con l'azzardo, adesso vivo di elemosina"

Abbiamo trascorso un'ora e mezza con un mendicante di 66 anni che, tra i parmigiani che passano in via Mazzini senza accorgersi di lui, come se fosse invisibile: "Anche io ero come loro quando avevo i soldi in tasca. E ci racconta la sua storia..."

"Sono tornato a chiedere l'elemosina in via Mazzini a Parma dopo aver smesso perchè mi vergognavo ma non avende alternative legali ho deciso di ritornare qui, anche con questo freddo invernale". Inizia così il racconto di Cesare (nome di fantasia) che a 66 anni è tornato in centro a chiedere soldi ai parmigiani che si affrettano a raggiungere i negozi nella prima anticipazione delle feste natalizie, i mercatini di Natale in piazza Ghiaia.

Stretti nei loro cappotti non si accorgono di chi è seduto di fianco ai loro piedi, mentre camminano. Cesare è invisibile ai loro occhi. Noi, per visualizzare la sua storia e capire come reagiscono i parmigiani, siamo stati con lui per circa un'ora e mezza. Qualcuno si ferma e dà una monetina ma senza guardarlo in faccia, altri non lo vedono: sono la maggior parte. Quando arrivano nel punto in cui Cesare è seduto altri quasi accelerano. Nessuno in quell'ora e mezza si è fermato per parlare con lui, nessuno gli ha dato attenzione per più di cinque secondi.

Cesare, ma è così ogni giorno? "Dipende, ma mediamente sì. La percentuale di quelli che si fermano è molto bassa: qualche signora anziana, qualche donna africana, alcuni giovani, che però sono sempre gli stessi. Alcuni ormai li conosco anche: mi chiedono come sto e mi offrono sempre qualcosa. Anche per me, quando passeggiavo per queste strade, anni fa, i mendicanti erano invisibili, so come funziona". 

Quanto tempo trascorri in strada, ti sposti o rimani sempre nello stesso punto? "Mi sposto durante la giornata. Non ho un orario fisso, se in quattro-cinque ore riesco a raccogliere venti euro me ne vado. Ci riesco raramente, spesso il lunedì mattina, non so perchè. Dopo qualche ora mi sposto, anche perchè come ti dicevo mi vergogno ed è per questo che avevo smesso di venire qui". 

Dove dormi? "Cesare glissa, guarda in alto e ci dice: 'Dove vuole il signore', poi ci rivela che staziona sotto il Ponte Italia da un pò di tempo ma non ce la fa più. Forse dorme veramente lì, forse è un'indicazione generica per dirci che non ha una casa e che dorme in strada, ma si vergogna a dire dove. E di questi parmigiani cosa pensi? "Non penso niente, sono come me quando avevo i soldi in tasca. Penso sia molto difficile rendersi conto di cosa voglia dire non avere un soldo. Lo puoi fare solo se ci ti ritrovi dentro, come è successo a me". 

Cesare, qual è stato il motivo per cui sei arrivato a questa situazione? "Debiti di gioco...ci dice interrompendo la frase quasi subito. Non me lo potrò mai perdonare, devo scontare questo supplizio perchè ho sbagliato, ne sono convinto. Così spero nella solidarietà della gente che ha i soldi in tasca e cerco di vivere di quello". Poi Cesare, dopo l'ora e mezza che abbiamo trascorso con lui, ha deciso di spostarsi e di andare altrove, dove magari incontrerà qualche altra persona, che possa spendere per lui più attenzioni, nonostante le pre festività natalizie. 

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