Una meravigliosa Berliner Philharmoniker sotto le stelle della Pilotta

Tra le mura della Pilotta una delle orchestre più prestigiose del mondo ha creato ieri sera una magica atmosfera grazie al suo suono unico

E' la prima volta nella storia che la Berliner Philharmoniker si esibisce a Parma e lo ha fatto ieri sera nella suggestiva cornice della Pilotta, attrezzata in questo periodo per la rassegna di Parmaestate organizzata dal Teatro Regio.

La Berliner è una delle orchestre più riconosciute al mondo per la sua storia e per la capacità acquista nel tempo di emanare un suono unico e magistralmente pulito, segno di una qualità tecnica e artistica di notevole importanza.

I musicisti che compongono questa grande orchestra sono tra i più bravi al mondo e ieri hanno dato dimostrazione della grande competenza musicale che li contraddistingue.

A dirigere questa strepitosa orchestra nel suo "debutto" parmigiano il 41enne canadese Yannick Nézet-Séguin già direttore musicale della Philadelphia Orchestra e della London Philarmonic Orchestra, dal 2020 prenderà anche la guida del Metropolitan di New York.

Le composizioni eseguite ieri sera sono state un tripudio di spirito boemo data l'origine dei suoi compositori: Smetana e Dvořák.

Il concerto è iniziato con il noto poema sinfonico di Smetana, Vltava (conosciuta anche come La Moldava), che nasce per celebrare la grandezza del fiume ceco Vltava che il compositore racconta attraversando tutto il suo corso fluviale, dai boschi della Selva passando per le campagne boeme e la città di Praga, giungendo poi al suo termine nell'Elba e nel Mare del Nord.

Nella seconda parte del concerto fa la sua entrata in scena la dolce serenata di archi in mi maggiore op 22 di Dvořák.

La sua musica più influenzata dai suoni inglesi e americani resta bensì impostata sulla classica viennese, derivante dalla sua prima educazione musicale.

Questa esperienza musicale giunge al termine con la sinfonia n.6 in re maggiore op 60 di Dvořák dedicata ad Hans Richter, direttore dell'Orchestra Filarmonica di Vienna. 

La sinfonia n.6 fu quella che portò il compositore all'attenzione internazionale grazie probabilmente alla ricchezza di melodie liriche, per i ritmi vivaci e le multiformi sonorità orchestrali riprodotte con maestria dalla Beliner Philharmoniker.

Speriamo che l'incontro tra l'Orchestra Filarmonica di Berlino e la nostra città non rimanga solo un bellissimo ricordo ma possa invece aver dato il La ad altri incantevoli appuntamenti.

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