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"Io, senzatetto: la mia vita dentro il Ponte Nord"

Ha vent'anni e una famiglia in Senegal. E' arrivato a Parma nel mese di febbraio, dopo un lungo viaggio via mare: oggi non sa dove andare e, come altri, dorme all'interno dell'opera incompiuta più costosa e scandalosa voluta dalle giunte Ubaldi e Vignali e rimasta abbandonata

Vive all'interno del Ponte Nord di Parma perchè non sa dove andare. Non ha più la sua famiglia, non ha una casa nè qualcuno che possa aiutarlo a sopravvivere nella nostra città. Da sei mesi è arrivato a Parma alla ricerca di ospitalità da un parente ma non l'ha ancora trovato. Così si è ritrovato senza soldi, senza casa e senza prospettive.

"Sono arrivato a Parma nel mese di febbraio - ci racconta Mouhamadou- perchè avevo un contatto con un mio parente che però non si è presentato all'appuntamento. Da quel giorno sono rimasto solo e cerco ogni notte un riparo di fortuna per dormire: con il periodo estivo è più facile perchè posso dormire nei parchi, senza che nessuno mi disturbi. Chiedo l'elemosina nei parcheggi dei grandi supermercati, Esselunga e Eurosia: così riesco a racimolare qualche spicciolo per mangiare ma niente di più. Da sei mesi mi trovo in questa situazione precaria: ogni sera entro all'interno del ponte Nord in via Europa per dormirci. Lì dentro è tutto vuoto, nessuno lo utilizza. Entro e ritrovo le mie coperte, lasciate il giorno prima. Trovo un pò di pace: non mi sento a casa ma almeno posso trascorrere la notte tranquillo. Anche altre persone fanno la stessa cosa. Io vengo dal Senegal e ho 20 anni, non un posto dove andare, non ho un lavoro, nessun parente disposto ad ospitarmi. Ho lasciato mia moglie e mia figlia a casa, non li ho portati con me. Dovrei nviare a loro del denaro ma per ora non ci riesco. Ogni giorno mi alzo alle sei e vado in giro per la città a chiedere l'elemosina. Non sempre è facile, quasi tutti non mi danno nulla, in pochi uno o due euro". 

Così la costosa opera incompiuta, voluta e progettata grazie alle giunte Ubaldi e Vignali, una cattedrale nel deserto, che rende 'famosa' Parma in tutta Italia, è diventata luogo di ritrovo per chi non sa dove andare, proviene da altri Continenti e si è fermato a Parma, in cerca di una vita migliore. Una sorte di dormitorio provvisorio con tante storie che ricordano i viaggi appena compiuti, le difficoltà in mare e il 'miracolo' di essere giunti sulla terraferma. "Durante il giorno, a parte le auto che passano sul ponte, qui non arriva mai nessuno. Io sono quasi sempre fuori, esco presto al mattino e torno tardi la sera. Cerco di combinare qualcosa di buono durante il giorno ma non sempre ci riesco. All'interno del ponte c'è molto spazio non utilizzato e noi ci creiamo i nostri giacigli per la notte". 

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