Migranti fuori dallo Sprar, la protesta in Prefettura: "I richiedenti asilo non devono uscire dai progetti"

Il presidio la mattina del 27 dicembre, le voci degli operatori che lavorano all'interno dei progetti pubblici a favore dei richiedenti asilo: "Ci sono persone soggette a delle vulnerabilità, mamme con bambini e persone che hanno subito traumi in Libia"

Protesta, nella mattinata di oggi venerdì 27 dicembre, davanti alla Prefettura di Parma contro le circolari del Ministero dell'Interno che chiedono alle associazioni e a realtà come quella del Ciac, di far uscire dai progetti formativi e di inserimento lavorativo i migranti che hanno il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Il presidio è stato promosso da “La civiltà dell’accoglienza”, tavolo coordinato da Ciac che riunisce diversi enti di tutela della provincia di Parma: i promotori dicono no alle comunicazioni del Ministero dell'Interno che impone l’uscita dei titolari di permesso umanitario dal sistema Sprar e al decreto che obbliga all’interruzione dei servizi per i richiedenti asilo. 

Alberto Anelli, responsabile del progetto Sprar del Comune di Parma: "I ragazzi, richiedenti asilo, che sono accolti nel progetto Sprar del Comune di Parma sono circa sessanta. Siamo qui per manifestare contro i trasferimenti di persone che stanno svolgendo percorsi di integrazione, che in tempo così brevi e così stretti interromperebbero questi percorsi. Sono persone soggette a delle vulnerabilità, mamme con bambini e persone che hanno subito traumi in Libia, con le quali
stiamo lavorando"

Michele Rossi, direttore del Ciac: "Stamattina abbiamo convocato il presidio per denunciare una situazione assurda: alcune circolari, alcune delle quali informali, chiedono che i migranti accolti nel sistema di protezione pubblica, ovvero lo Sprar, se hanno il permesso per motivi umanitari devono uscire dal progetto e se sono ancora richiedenti asilo di sospendere i servizi per l'integrazione: scuola, lavoro, laboratori e socialità. E' inaccettabile che persone che stanno aspettando la decisione della Commissione territoriale sul loro permesso di soggiorno debbano abbandonare i progetti per un atto amministrativo. In più ci sono persone sul territorio che non hanno accoglienza". 

Giordano Giordani, responsabile del personale di Betania: "Abbiamo in accoglienza dieci ragazzi richiedenti asilo: secondo questa circolare dovranno uscire dal sistema di accoglienza. Chiediamo che le persone possano rimanere all'interno dello Sprar e che quello pubblico sia l'unico sistema di accoglienza sul territorio nazionale". 

Valentina Petrolini, presidente dell'associazione Pozzo di Sicar, una casa di accoglienza per donne migranti: "Abbiamo tredici donne accolte: chiediamo che i provvedimenti per il trasferimento di persone migranti - che sono stati comunicati tra il 23 ed il 24 dicembre- che sono accolte da noi da ormai un anno e mezzo in attesa di documenti, siano annullati".

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