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"Dal Pakistan a Parma per scappare da Isis e kamikaze: 5 mila chilometri a piedi: ecco la nostra storia"

L'incredibile storia di tre ragazzi di 24, 26 e 26 anni pakistani che hanno abbandonato il loro Paese, quattro mesi di viaggio lungo la rotta balcanica: ecco il loro racconto a Parmatoday

Un viaggio incredibile, lungo la rotta balcanica, in fuga dall'estremismo religioso. Dal Pakistan all'Iran, dall'Iran alla Turchia, da lì verso la Grecia e la Macedonia. Poi, seguendo la rotta, l'arrivo in Italia e a Parma. Tre giovani ragazzi pakistani, di 24, 26 e 26 anni hanno intrapreso l'epico viaggio, più di 5 mila chilometri, a piedi. Sono usciti dal loro Paese nel mese di novembre 2015 e sono arrivati a Parma nel mese di marzo. In Pakistan l'estremismo religioso sta prendendo sempre più piede e i tre giovani non potevano prefessare liberamente il proprio credo, a rischio della propria vita. Così hanno deciso di partire. "Abbiamo deciso di andarcene dal Pakistan perchè non potevamo più rimanere nel nostro Paese, senza rischiare gravi conseguenze nella vita di tutti i giorni. Siamo partiti da tre città diverse della stessa Regione, ci siamo poi ritrovati a Parma". Un viaggio duro, intrapreso da soli, lungo diversi Paesi, dove hanno rischiato ogni giorno, per condizioni fisiche e climatiche avverse, di concludere il loro progetto. Un viaggio d'altri tempi, uno dei tanti che i migranti che arrivano in Italia affrontano. Oltre al Mediterraneo ci sono altre rotte di migrazione: una di queste è la rotta balcanica. Ma gli immigrati che arrivano via terra non rientrano nei programmi di Mare Nostrum e sono così esclusi da tutti i progetti gestiti dalle Prefetture, per i quali sono stanziati i famosi 35 euro al giorno, destinati a cooperative ed associazioni che se ne prendono carico. I tre ragazzi di cui vi stiamo raccontando la storia sono richiedenti asilo: aspettano la decisione della Commissione e, per ora, non possono essere espulsi dal territorio nazionale. "Appena arrivati a Parma siamo andati in Questura a farci identificare perchè volevamo fare la richiesta di asilo internazionale. Ora aspettiamo la decisione della Commissione rispetto al nostro futuro: intanto non abbiamo nulla, nè uan casa, nè un lavoro, nè qualcuno a cui chiedere aiuto". Sono abbandonati al loro destino, in un limbo temporale senza possibilità di avere assistenza e senza una prospettiva concreta per il futuro.

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