Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Minacce, violenza, impunità: come agiva il branco che terrorizzava il centro storico

Uno dei componenti della banda aveva pubblicato un video in cui si compiaceva di maneggiare una pistola apparentemente vera

La baby gang che ha tenuto sotto scacco i ragazzi nel centro storico è stata smantellata. Uno di loro è finito in carcere, mentre altri tre sono ai domiciliari, rei di aver commesso rapine violente nei confronti di 14-15enni che passeggiavano in pieno centro durante il weekend, tra novembre 2019 e marzo 2021. 

Grazie alle precise e pronte segnalazioni dei reati, le forze di polizia sono riuscite a identificare tutti i componenti del “gruppo”, interrompendone le azioni delittuose di particolare gravità ed allarme sociale. Il primo episodio contestato fa riferimento ad un furto commesso in danno di due minori, di 14 anni, commesso il 30 novembre scorso in Piazza Duomo a Parma. Intorno alle 17:50 dei giovani attiravano l’attenzione di una pattuglia in transito. Uno dei giovani ha riferito che poco prima era stato avvicinato da una decina di ragazzi che hanno circondato lui ed un suo amico nei pressi del Vescovado. All’improvviso alcuni ragazzi del gruppo hanno strappato di mano la vaschetta di patatine che uno dei minorenni teneva fra le mani, mentre un altro gli ha strappato dalle mani il telefono cellulare. I successivi accertamenti, effettuati tramite i sistemi di videosorveglianza  nelle vie del centro cittadino, le verifiche dei profili social degli indagati ed i riconoscimenti fotografici delle vittime, hanno permesso di arrivare all'identificazione di due dei presunti autori del furto. Il secondo episodio si è verificato il 4 gennaio; stavolta la vittima era un 14enne parmigiano, rapinato da parte del gruppo. Il giovane, in prossimità di Viale Toschi, è stato avvicinato da alcuni ragazzi che con violenza si sono impossessati del telefono cellulare e di un euro in suo possesso, per poi darsi alla fuga verso la stazione ferroviaria. Anche in questo caso, in sede di denuncia, tramite la visione di un fascicolo fotografico, il giovane ha riconosciuto gli autori della rapina.

Il terzo episodio si è verificato il 13 febbraio 2021; nell’occasione alcuni giovani parmigiani 15enni sono rimasti vittima di una rapina all’interno del Parco ducale. Il gruppo - una sorta di vera e propria baby gang - sempre con lo stesso modus operandi, ha accerchiato i minori con un pretesto e subito dopo ha strappato di mano il portafogli ad uno di essi, prelevando all’interno la somma di 60 euro per poi darsi alla fuga. Le giovani vittime hanno inseguito gli autori del reato, riuscendo a bloccarne uno sino all’arrivo della pattuglia dei carabinieri che lo hanno tratto in arresto in flagranza di reato. Gli altri sono riusciti a fuggire dopo una colluttazione, a seguito della quale, due delle vittime hanno riportato un “trauma cranico-facciale e toracico, oltre che escoriazioni varie, guaribili rispettivamente in 7 e 5 giorni. Non paghi, nei successivi giorni uno degli aggrediti e il padre hanno subito, tramite videochiamate, pesanti minacce da parte di un componente del “gruppo”. Lo stesso giovane è stato raggiunto all’esterno dell’istituto scolastico che frequenta, dove ha subito ulteriori pesanti minacce ed è stato percosso al fine di fargli ritrattare le accuse nei confronti di uno degli autori della rapina di cui era rimasto vittima.

Il quarto episodio si è verificato lo scorso 3 marzo; nell’occasione due dei componenti del gruppo, in via Garibaldi, riuscivano a strappare dalle mani di un 15enne il portafogli prelevando la somma di 300 euro per poi darsi alla fuga. Anche in questo caso, a seguito della denuncia sporta, attraverso successive attività d’indagine, si riusciva ad arrivare all’identificazione degli autori.

"L'operazione, frutto di un lavoro sinergico tra Carabinieri e Polizia Municipale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Parma, ha quindi permesso di riportare, almeno per il momento, serenità nel capoluogo ducale, specie nell’ambito dei giovanissimi, tra i quali si stava diffondendo il timore di passeggiare tra le strade del centro, rimanendo vittime di condotte che, benchè economicamente poco produttive, si sono tradotte in attacchi al senso di sicurezza che costituisce una delle maggiori aspirazioni della gente - dice il Procuratore Alfonso D'Avino -. La partecipazione corale di più forze di Polizia a un’attività investigativa non può che essere apprezzata e degna di menzione, in quanto detta sinergia si traduce in una concreta operazione di bonifica del territorio a beneficio della cittadinanza tutta ed in un modo per “riappropriarsi”, da parte dello Stato, di fette di territorio sottraendolo agli attacchi della delinquenza". 

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