Il Ministro Kyenge a Collecchio: "Sostengo una nuova cittadinanza"

Il Ministro Cecile Kyenge è stato accolta da un bagno di folla alla Festa Multiculturale di Collecchio. Sorvegliata dagli uomini della scorta, da agenti di Polizia e Carabinieri la Ministra ha partecipato ad un incontro presso lo spazio dibattiti

Il Ministro Cecile Kyenge è stato accolta da un bagno di folla alla Festa Multiculturale di Collecchio. Sorvegliata dagli uomini della scorta, da agenti di Polizia e Carabinieri la Ministra ha partecipato ad un incontro presso lo spazio dibattiti. Intorno a lei gli esponenti delle comunità straniere di Parma e provincia e tanti semplici partecipanti alla festa, incuriositi dalla presenza del Ministro e ansiosi di farle alcune domande.

Andrea della squadra di calcio antirazzista La Paz ha portato la solidarietà al Ministro per gli attacchi e le minacce subite mentre una giovanissima ragazza italiana ha chiesto: "C'è un modo per combattere il razzismo'", "E' un compito che spetta a tutti" ha risposto il Ministro che ha raccolto gli applausi delle persone presenti. "Gli attacchi fatti a me sono attacchi fatti a tutti". Al termine dell'incontro la Ministra ha fatto una passeggiata in visita ai banchetti della Festa Multiculturale.

LE DICHIARAZIONI. "C'é in Italia una emergenza culturale -ha detto la Ministra. Bisogna riconoscere che il nostro Paese è cambiato, c'é una nuova fotografia dell'Italia. A fianco del programma di governo, servono risposte anche da questo punto di vista" "Lo ius soli? Sappiamo che non è una priorità - ha risposto il ministro - ma è giusto aprire il dibattito nel rispetto di tutte le posizioni. Iniziative come queste di Collecchio sono utili perché servono buone pratiche di integrazione. E io sono qui per cercare di sostenere una nuova cittadinanza".

Cecile Kyenge twitta poi che "giorno dopo giorno la Costituzione ci accompagna contro ogni forma di discriminazione" e che a Collecchio ci è andata a dire anche che la responsabilità del suo mandato è "portare avanti istanze di italiani e migranti".

LA SOLIDARIETA' DI PAGLIARI E MAESTRI 

PCL: 'SOLIDARIETA' AL MINISTRO' 

LA SOLIDARIETA' DI SEL

L'ATTACCO DELLA LEGA NORD. “A volte la domanda sorge spontanea: ma ci sono o ci fanno? E quel che è peggio è che il dubbio resta”. Così Fabio Rainieri segretario nazionale della Lega Nord Emilia parte all’attacco del ministro Kyenge oggi a Collecchio, al parco Nevicati, per partecipare alla Festa Multiculturale.

“Fermo restando che come singolo cittadino il ministro può ovviamente andare dove meglio ritiene – attacca Rainieri -, quello che non si capisce è perché a spese degli italiani e quindi in veste di ministro partecipi alla festa della Multiculturatlità. Una festa fatta e voluta da chi non ha alcuna intenzione di rinunciare alla propria identità, tradizione e cultura per sposare quella italiana come invece chiede il ministro a gran voce. Chi oggi festeggia culture diverse e porta avanti fiero e orgoglioso la sua è l’esempio opposto di quegli immigrati che dipinge la Kyenge. Sono persone che di cittadinanza italiana non vogliono nemmeno sentire parlare…”.

“Ma ancora non è tutto: stupiscono e lasciano perplessi le parole del ministro Kyenge che, nel silenzio di Letta e di Giovannini, si auspica che si abolisca il reato di immigrazione clandestina e si aprano le porte a migliaia di migliaia di sconosciuti che, sempre secondo il ministro, dovrebbero essere aiutati a prendere il posto dei nostri anziani. E secondo il ministro e il governo che cosa dovremo fare degli anziani? Abbandonarli in un parco? Lasciarli seduti per giorni sulle panchine? Il ministro, sa o no che la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli record? E allora, lei che è un ministro della Repubblica e che tanto si sente italiana non pensa di dovere aiutare prima i nostri giovani? No – attacca Rainieri – la Kyenge preferisce i clandestini”.

“E ha anche il coraggio di dire che nel nostro Paese si vive una situazione di emergenza. Ma, cara ministro Kyenge, nessuno le ha detto che nel suo amato Congo, soldati della Repubblica e ribelli sono accusati dall’Onu di un’ondata di stupri senza precedenti ai danni di almeno 135 donne? Questa è una vera emergenza, la crisi è un’emergenza, la disoccupazione è un’emergenza. Il resto è solo propaganda”.

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