Misure antismog, Ghiretti: "Il parere dei cittadini? Chiesto a posteriori"

"Quali azioni saranno effettuate per garantire un controllo del livello di temperatura interna di 19°?" chiede alla giunta il consigliere comunale. "Non risulta siano stati adottati con consultazione preventiva"

"I provvedimenti antismog -dichiara Roberto Ghiretti- presi dalla giunta comunale e che vanno sotto il titolo "Tanto per l'aria che tira" sono il primo abbozzo di provvedimento articolato e non episodico che affronta uno dei problemi della città. Insomma, forse e sottolineo forse, si comincia ad uscire dalla navigazione a vista nel condurre la città che ha caratterizzato i primi cinque mesi del sindaco Pizzarotti.

Nel merito di questi provvedimenti ho presentato un'interpellanza per sapere quali tipi di azioni saranno effettuate per garantire un controllo del livello di temperatura interna (19°) degli ambienti e sulla loro efficacia. A partire da uffici e sedi comunali, presso i quali il rispetto del provvedimento risulterebbe difficoltoso, vedi il caso del Duc. Mi domando come si può chiedere ai cittadini di cambiare abitudini in casa propria se il buon esempio non viene da chi promuove le novità. E comunque, dato che non si possono eseguire controlli in strutture private, ritengo che questa misura sia inapplicabile".

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"In secondo luogo vorrei sapere dall'assessore Folli quali sono i risultati dei primi “blocchi del traffico” in termini di inquinamento dell’aria e di multe erogate ai trasgressori; la sensazione è che la chiusura del centro storico del giovedì, guardando ai dati di Pm10 che non mostrano scostamenti significativi dagli altri giorni (anzi il contrario), è che sia inefficace. Alla luce di quanto esposto chiedo se non sia opportuno procedere con un piano strutturale ambientale integrato e generale e, in caso positivo, in che tempi lo stesso possa essere presentato al Consiglio Comunale.

In conclusione una breve considerazione: i provvedimenti antismog non risulta siano stati adottati con consultazione preventiva. Anzi solo a posteriori viene chiesto il parere dei cittadini, tramite sondaggio. Ma questo è il modo di agire della "vecchia" politica. Ed è già avvenuto anche in altri casi: in primis il Teatro Regio. Peccato che questo modo di governare sia il contrario di quanto sbandierato in campagna elettorale dal Movimento 5 Stelle che ripeteva come un mantra che prima si consultano i cittadini e le parti interessate, e poi si decide. Insomma questo provvedimento sembra "preso per l'aria che tira".

 

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