Molotov in via Venezia, le indagini: pista politica o intimidazione?

La proprietaria del bar Laguna a Parmatoday: "Non penso che fosse rivolta a noi, abbiamo aperto da due settimane dopo la ristrutturazione e una battaglia legale, non avevamo ricevuto il pagamento e abbiamo fatto causa, poi vinta. In passato anche minacce, ma non penso si arrivi a questo"

Una molotov lanciata nella notte da un'auto in corso in via Venezia. "Queste sono scene da film che a Parma non ci sono mai viste. Vivo qui da 45 anni ed è la prima volta che succede un fatto così grave". E' la proprietaria del bar Laguna a parlare. L'esercizio commerciale, che si trova proprio di fronte al punto in cui è stata lanciata la bottiglia incendiaria, è stato riaperto da due settimane, dopo alcuni mesi di ristrutturazione e una vicenda giudiziaria complicata. "Non penso che quel gesto fosse diretto a noi, ma abbiamo avuto problemi con la vendita dei locali, tanto che abbiamo dovuto poi affrontare una battaglia legale, che abbiamo vinto. Ci era stata pagata solo una piccolissima parte della cifra totale ed abbiamo ricevuto anche alcune minacce, ma non penso che si possa arrivare a questo punto. Probabilmente la molotov aveva come obiettivo i giovani che si trovano qui davanti (in quel momento però erano dall'altra parte della strada e non nel punto in cui è scoppiata la molotov) e che spacciano. Anche per noi ormai sono diventati un problema, spesso gli chiedo di spostarsi per consentire a noi di fare il nostro lavoro, in modo che i clienti possano entrare. Alla sera infatti siamo aperti fino alle 2". Nel momento del lancio della molotov il bar era aperto e tutti hanno sentito: i due proprietari ed alcuni clienti che si trovavano all'interno. Le indagini si stanno muovendo su più piani: una delle ipotesi è che la bottiglia incendiaria fosse rivolta ai giovani stranieri, presenti in strada che in quel momento però si trovavano dall'altra parte della rotonda e non nel punto in cui è stata lanciata la bottiglia. L'episodio avvenuto in borgo Onorato, un pertardo lanciato contro l'ingresso di un Centro di accoglienza, potrebbe far pensare ad una pista politiva per entrambi gli episodi. Poi c'è la pista del regolamento di conti interne ma non è la più probabile, vista anche la modalità. 

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