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Discarica di Monte Ardone, la Provincia rigetta l'istanza di ampliamento. La denuncia di Sel

Il gestore della discarica di Monte Ardone, progettata per raccogliere Rsu (rifiuti solidi urbani), ha da poco presentato una richiesta per accogliere rifiuti speciali provenienti da industrie. In questo modo la discarica implementerà la sua portata del 30% con probabili ripercussioni geo-morfologiche. Per ora gli Enti interessati hanno rigettato la richiesta in quanto tale modifica necessità di adeguata documentazione ambientale. Sinistra Ecologia Libertà ValTaro e ValCeno denunciano disfunzioni, limiti gestionali e insufficienti controlli sui rifiuti.

La denuncia di Sel ValTaro e ValCeno riporta i riflettori sulla discarica di conferimento di rifiuti urbani di Monte Ardone. La discarica nata per raccogliere Rsu (rifiuti solidi urbani) potrebbe subire una modifica per poter accogliere al suo interno anche rifiuti speciali provenienti  da lavorazioni industriali che "provengono anche da industrie molto distanti dall'impianto stesso" chiarisce Sel nella nota di denuncia.

La denuncia si allarga sulle "disfunzioni ed i limiti che caratterizzano la gestione della discarica, in particolare sul versante dei controlli". Sel spiega come "i carichi che arrivano all'impianto siano corredati da analisi chimiche" redatte, come legge permette, da laboratori privati autorizzati e di fiducia delle aziende produttrici del rifiuto stesso. I controlli ufficiali eseguiti, dall'Ente competente e delegato, Arpa, "vengono fatti saltuariamente, una o due volte all'anno".

Proprio in questi controlli sono stati rilevati carichi di rifiuti non compatibili con le classificazioni autorizzate. Inoltre analisi effettuate con piezometri posizionati intorno alla discarica hanno confermato la presenza di inquinanti molto al di sopra dei limiti di legge.

Alla luce di questi preoccupanti fatti Sel si rivolge al sindaco di Fornovo "per le responsabilità che gli competono in materia di salute e tutela del territorio" chiedendogli di attivarsi nei confronti dell'Ente Arpa "affinchè sia verificata la eventuale presenza nel corpo della discarica di rifiuti inquinanti, in modo quindi da eliminare tutti i possibili dubbi".

Ma l'allarme non si ferma qui: Legambiente ha denunciato più volte i possibili danni geomorfologici per la confermata presenza di falde acquifere e dei continui movimenti franosi.

In questo quadro si inserisce, come avevamo accennato inizialmente, la richiesta del gestore , la ditta Palladio Team Fornovo srl, di ampliamento per ospitare una nuova categoria di rifiuti. Questa discarica progettata per accogliere 300.000 tonnellate "arriverà a saturazione entro il prossimo anno" ricorda Sel.

In realtà la necessità di ampliamento deriva dalla richiesta del gestore di ottenere una modifica dell'autorizzazione per il conferimento dei rifiuti che permetta di accogliere nella discarica anche i rifiuti speciali, rifiuti per la maggior parte derivati da industrie.

L'ampliamento comporterebbe il conferimento di 120.000 tonnellate in più nella discarica, pari a oltre il 30% del peso totale previsto dalla progettazione iniziale. Tale modifica causerebbe una mutazione dell'aspetto strutturale del pendio oltreché un appesantimento del  corpo della discarica con ripercussioni sulla sottostante falda acquifera.

Per ora il pericolo è scongiurato in quanto, come la nota della Provincia spiega, vi è stato un "rigetto dell'istanza del gestore" che chiedeva la possibilità di "eliminare dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) in suo possesso il vincolo della quantità di rifiuti conferibili all’impianto (300.000 tonnellate)". La Provincia richiede infatti al gestore, prima della comunicazione della modifica, la necessità di "una valutazione degli aspetti ambientali coinvolti attraverso una procedura di verifica di assoggettabilità a VIA (procedura “Screening”)". 

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