Cronaca

Morte di Alberto Bevilacqua, indagati 4 medici per omicidio colposo

La replica di Villa Mafalda: "Ribadiamo la correttezza dell'operato dei nostri sanitari, già evidenziato chiaramente dalla perizia disposta dall'autorità giudiziaria che ha riconosciuto, senza alcun dubbio, l'ineccepibilità della cure prestate"

La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati quattro persone in relazione alla morte dello scrittore Alberto Bevilacqua. Sono tutti medici della clinica Villa Mafalda dove lo scrittore era ricoverato. Nei loro confronti si ipotizza il reato di omicidio colposo. L'iscrizione, effettuata dal pm Elena Neri in vista dell'autopsia, riguarda il direttore sanitario della clinica Villa Mafalda, dove lo scrittore è morto lunedì scorso, Mario Maggio, e i professori Antonio Ciccaglioni, Claudio Di Giovanni e Giuseppe Gentile che si sono occupati di Bevilacqua durante gli undici mesi di ricovero presso la struttura privata.

Nei mesi scorsi i legali della compagna dello scrittore, Michela Macaluso, avevano presentato a piazzale Clodio una denuncia contro ignoti per lesioni colpose sostenendo che la struttura non fosse adeguata per le condizioni di Bevilacqua. Lo scrittore fu ricoverato l'11 ottobre 2012 per uno scompenso cardiaco. "Nessuno più della famiglia di Alberto Bevilacqua ha evidentemente interesse a che la verità sia accertata con il massimo scrupolo e senza alcuna remora". Lo afferma l'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, che rappresenta la sorella dello scrittore, Anna. "L'auspicio della famiglia – prosegue il penalista - e' che questa vicenda miri esclusivamente all'accertamento della verita' e rifugga da ogni speculazione. La famiglia, che si è già dichiarata contraria all'autopsia, segue questo momento processuale – afferma il penalista - con trepidazione e fiducia, convinta che nel periodo di degenza in clinica Alberto Bevilacqua sia stato più volte monitorato, anche da consulenti nominati su richiesta dell'amministratore di sostegno, i quali hanno sempre rilevato la correttezza e la congruità del percorso terapeutico seguito all'interno di Villa Mafalda".

VILLA MAFALDA: 'CORRETTEZZA NEL NOSTRO OPERATO'. La Casa di Cura Villa Mafalda si riserva di tutelare i propri interessi in sede giudiziaria a seguito delle gravi e numerose inesattezze riportate in questi giorni". Lo si legge in una nota della struttura sanitaria dove è morto, dopo lunga degenza, lo scrittore Alberto Bevilacqua. "Ribadiamo la correttezza dell'operato dei nostri sanitari, già evidenziato chiaramente dalla perizia disposta dall'autorità giudiziaria che ha riconosciuto, senza alcun dubbio, l'ineccepibilità della cure prestate al Prof. Alberto Bevilacqua, sconsigliandone addirittura il trasferimento presso altra struttura", continua la nota. "Ovviamente, essendo stata disposta un'autopsia - che è un accertamento tecnico irripetibile - la Procura della Repubblica, come atto di garanzia, ha assicurato ai Sanitari la facoltà di potersi avvalere di un proprio consulente tecnico. Siamo certi che la vicenda si concluderà riconoscendo il corretto operato dei Sanitari che hanno avuto in cura il compianto Prof. Bevilacqua.", conclude la nota.

"Tutto questo è ridicolo. L'autopsia scioglierà qualsiasi dubbio, ma noi siamo tranquillissimi. Tanto che non abbiamo nominato alcun perito. Ogni volta che ci sono stati accertamenti sul paziente, siamo stati elogiati per le nostre cure e il modo in cui riuscivamo a tenerlo in vita". Lo ha fatto sapere la dirigenza della clinica Villa Mafalda di Roma. 

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