Moschea, Piazza fa ricorso ma il Consiglio di Stato dà ragione al Comune

Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune in merito al ricorso di Cesare Piazza riguardo la presunta inerzia dell’Amministrazione a fronte della sua richiesta di intervento e adozione di provvedimenti per ipotetico abuso edilizio nella sede della Comunità islamica a Parma

I fatti risalgono al 2012 e riguardano la sede dell’Associazione della Comunità islamica di Parma in via Campanini, la moschea, per cui il signor Cesare Piazza aveva richiesto l’intervento del Comune a verifica di presunti abusi edilizi. Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune ritenendo infondato l’appello che il signor Cesare Piazza ha presentato allo stesso Consiglio di Stato per sostenere che l’Amministrazione si era dimostrata inerte, in quanto non aveva adottato i provvedimenti del caso in occasione della richiesta di verifica della situazione dei luoghi della sede dell’Associazione Comunità islamica di Parma e provincia in via Campanini, avanzata dallo stesso Piazza. Il Consiglio di Stato ha anche previsto il pagamento delle spese di giudizio, a carico dello stesso Piazza, quantificate in 2 mila euro.

Piazza, nel 2012, aveva promosso una causa contro il Tar – Tribunale amministrativo regionale, sezione di Parma in cui sosteneva la colpevolezza dell’Amministrazione per la mancata adozione di provvedimenti richiesti dal ricorrente  per presunti abusi edilizi legati alla sede della Comunità islamica. Il ricorso fu respinto in prima istanza dal Tar in quanto l’Amministrazione non risultava essere stata inerte, ma, al contrario, la stessa aveva adottato un provvedimento sanzionatorio. Una sentenza che il signor Piazza ha impugnato in secondo grado ricorrendo al Consiglio di Stato a Roma.

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In sostanza il Consiglio di Stato riconosce al Comune il fatto di non essere rimasto inerte a fronte delle istanze presentate dallo stesso signor Piazza che contestava il fatto di vedersi leso un interesse legittimo. Piazza aveva chiesto al Comune di accertare il reale stato dei luoghi del capannone sito in via Campanini 6/a e di sanzionare l’illegittimo intervento edilizio realizzato. Il Comune, sempre nel 2012, ha effettuato il sopralluogo richiesto, adottando, poi, le misure sanzionatorie, di carattere pecuniario, adeguate, per questo il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune in via definitiva.

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