Moschea, Nuovi consumatori minaccia causa e Comune risponde: "Nulla di deciso"

Il Movimento nuovo consumatori minaccia azioni legali contro il Comune nel caso in cui dovesse cedere gratuitamente terreni alla Comunità islamica per la costruzione della moschea. Il Comune risponde: "Non c'è nulla di deciso"

Non si placano le polemiche sulla scelta del sindaco Federico Pizzarotti di cedere gratuitamente terreni del Comune alla Comunità islamica per la costruzione della nuova moschea. Oggi il Movimento nuovo consumatori è intervenuto minacciando azioni legali contro il Comune nel caso in cui - come si legge nella nota dell'associazione - dia atto a quanto per ora solo annunciato. Ma l’Amministrazione Comunale di Parma risponde: "Non c’è nulla di deciso".

La risposta del Comune:
"Le prese di posizione che si sono susseguite in questi giorni richiedono un chiarimento  solo allo scopo di riportare la vicenda della eventuale futura moschea alla semplice realtà. E’ vero che il “centro islamico” non può restare a lungo nell’attuale collocazione all’interno dell’area artigianale di via Campanini. E’ vero che la comunità di Parma non può disinteressarsi del problema, cioè del diritto di tante persone che qui vivono, lavorano e pagano le tasse, ad avere un luogo di preghiera adeguato. E’ vero che tra le soluzioni valutate dal Comune c’è quella di collocare la futura moschea in un’area  nella zona di via Reggio, non lontana dalla sede Efsa.

Tutto il resto è basato su teorie, più o meno strumentali: non ci sono orientamenti definitivi in merito alla localizzazione; non sono in corso pratiche per destinare a centro islamico (per la legge italiana si deve chiamare ipocritamente così) l’area di via Reggio alla quale si è fatto cenno; non sono ancora state stabilite le modalità di acquisizione o di cessione dell’area.
Tuttavia il problema esiste, e il Comune intende affrontarlo, per rispondere alla legittima aspirazione di migliaia di persone che vivono a Parma di costruirsi, a loro spese, un luogo di meditazione e di preghiera, in linea con le tradizioni di Parma, città aperta, libertaria e accogliente.
Ogni decisione in merito, comunque, verrà presa alla luce del sole e nelle sedi deputate, con la trasparenza e la correttezza che essa richiede, e che l’attuale Amministrazione ha sempre garantito in passato e continuerà a garantire in futuro."

Il comunicato del Movimento nuovi consumatori

"In linea con l’attività di codesta associazione, volta al rispetto delle leggi ed alla tutela dei diritti di ogni cittadino senza distinzioni di razza, età o sesso, al fine di sgombrare il campo da ogni possibile strumentalizzazione di tipo politico, e come già attuato ad esempio, dopo la segnalazione sui media locali da parte del Partito Comunista dei Lavoratori sul caso Verrusio, concretizzatosi successivamente nell’Esposto-Denuncia per Peculato a carico della stessa da parte nostra, preannunciamo azioni legali nel caso in cui il Comune di Parma dia atto a quanto, per ora, solo pubblicamente annunciato.

La dazione in concessione gratuita di un’area appartenente al Demanio Civico, cioè appartenente ai cittadini, e quindi gravata dai cosidetti Vincoli ad uso civico, costituirebbe pacificamente un abuso evidente, così come ha avuto modo di statuire la Cassazione ed una recentissima sentenza del Consiglio di Stato.

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Ciò premesso sentiamo il dovere di annunciare che nel caso in cui il Comune di Parma adottasse una delibera in tal senso, il Movimento Nuovi Consumatori sarà costretto ad adire il Tar, depositare un Esposto alla locale Procura della Repubblica ed un altro Esposto alla Procura della Repubblica presso la Corte dei  Conti Regionale, in ordine al possibile danno erariale.
Non siamo contrari alla libertà di culto di ogni religione, ma riteniamo inaccettabile che debbano esser i cittadini a sobbarcarsi eventuali oneri, quando già la cittadinanza di Parma vive un’emergenza in ogni settore della vita privata e pubblica: e il caso di quasi mille bambini fuori dagli asili ne‘ e‘ un chiaro esempio."

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