Con quattro fratture al piede vince la gara di Enduro

E' l'impresa di Manuel Monni, pilota perugino che vive a Parma del gruppo sportivo fiamme oro ha una quadrupla frattura scomposta al piede sinistro ma ha vinto la prova della sua categoria al Campionato Italiano

Con una quadrupla frattura scomposta al piede sinistro, quello che si usa per cambiare, ha corso e vinto la prova della sua categoria al campionato italiano di moto enduro che si è corso a San Giacomo (Cuneo): é la piccola impresa di Manuel Monni, pilota perugino che vive a Parma del gruppo sportivo fiamme oro di Milano. Che ricorda quella di Jorge Lorenzo, quinto in moto Gp con una clavicola rotta. Con la sua Ktm 300 si è imposto al termine di una giornata di gara cominciata alle 9 e terminata alle 16.30, dopo 13 prove speciali. Con un vantaggio di tre secondi su Deny Philipparts, suo avversario diretto per il titolo italiano che ore precede di otto punti a una gara dalla fine. Per riuscire a correre nonostante la frattura Monni ha usato uno stivale numero 46, di tre misure più grande del normale, e con il cambio modificato (il piede sinistro è infatti quello usato per passare di marcia).

"Fino a giovedì - spiega all'ANSA - ero in ospedale dove facevo 13 flebo di antibiotico al giorno. Oggi non ho potuto nemmeno fare iniezioni di antidolorifici al piede per il gesso. Vincere è stata una grandissima soddisfazione perché non se lo aspettava nessuno. all'inizio non ci credevo nemmeno io poi, cominciato a correre, ho voluto provarci. Visto che ero qui...". Monni, 29 anni appena compiuti, con la moglie vive a Parma ma torna spesso a Perugia (il padre Ivano è chef in un grande albergo della zona). Poco dopo sceso dalla moto dice che la gara é stata "massacrante". "All'ultimo giro - aggiunge - non avevo più e la paura era di buttare via tutto, magari dovendo poggiare il piede rotto a terra. Ho così amministrato i 23 secondi accumulati fino ad allora sul secondo, centrando il successo. Dentro di me sò come ho corso".

Anche perché la speciale che ha chiuso la giornata è stata quella chiamata 'estrema' nella quale i piloti si devono destreggiare tra ostacoli naturali e artificiali. Prima Monni aveva affrontato quella di 'cross', con il percorso disegnato in un campo, e la 'trial', tra massi e alberi. Un'ora di gara ciascuna, con in mezzo il trasferimento, sempre in moto, da una parte all'altra del campo di gara. Il pilota perugino spiega di essersi "frantumato" il piede picchiando contro un legno nella prova mondiale corsa il 15 giugno in Romania. Del paragone con Lorenzo, Monni spiega che sono "due cose diverse". "Lui ha fatto una grande impresa - conclude Manuel Monni - ma anche la mia prova è stata molto impegnativa perché nell'enduro si usano molto i piedi".

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