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Movida, il Comitato civico Farini: "E' un illecito penale. Si chiuda alle 22"

Dopo il ricorso al Presidente della Repubblica, il comitato di residenti si rivolge al giudice amministrativo. Il presidente Passerini: "La rivitalizzazione del centro non può passare attraverso la movida"

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Comitato civico Farini che "dopo le recenti notizie di stampa circa il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il Piano di Zona e il relativo Regolamento Dehors, intende fare alcune considerazioni"

"In primo luogo dobbiamo precisare che il nostro ricorso non è il primo presentato per Via Farini, ma è stato preceduto da analogo ricorso al Presidente della Repubblica, proposto da altri cittadini, con istanza di sospensiva dei provvedimenti impugnati che sarà esaminata prossimamente dal T.A.R.  di Parma. In secondo luogo vogliamo sottolineare che il ricorso al Presidente Napolitano, aldilà dell'altisonanza del nome, è un ricorso amministrativo che potremmo definire più tranquillo di un comune ricorso al T.A.R., tantopiù se, come nel nostro caso, non si chiede la sospensiva dei provvedimenti impugnati.

Dobbiamo aggiungere che nel ricorso, ovviamente, non si fanno “richieste” al Comune di provvedimenti di favore, ma si domanda al Giudice amministrativo di valutare se determinati provvedimenti già adottati dallo stesso Comune violano diritti soggettivi o interessi legittimi dei singoli cittadini. E' bene allora ricordare che questo ricorso viene dopo ripetuti verifiche effettuate dall' A.R.P.A. di gravi sforamenti dei limiti massimi d'inquinamento acustico in zona Farini, e più di un anno di incontri con Sindaco e Assessori per sensibilizzare l'Amministrazione sul fatto che da troppi anni la 'movida' di Via Farini, come fenomeno notturno di aggregazione che si protrae spesso fino alle 3 di notte, vìola i diritti elementari dei residenti.

Come abbiamo più volte detto, consentire che si producano in ore notturne 75/80 decibel sotto le finestre delle abitazioni significa infatti avallare un illecito penale (disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone - art. 659 c.p.), un illecito civile (lesione del diritto al sonno e alla salute - art. 32 Cost.) e infine un illecito amministrativo (violazione del piano di zonizzazione acustica del Comune di Parma del 2005).
Al di là delle generiche promesse, il Comune di Parma in concreto ha solo  anticipato di mezz'ora la chiusura dei locali di Via Farini, prevista attualmente alle 1.30 il venerdì e il sabato e alle 12.30 gli infrasettimanali: ci sembra molto poco, sopratutto considerando che, per la normativa nazionale e il Piano di zonizzazione acustica dello stesso Comune di Parma, la fascia di rispetto del riposo dei residenti, col il limite max. di 55 decibel, dovrebbe iniziare alle 10 di sera.

Ci sembra anche ingiusto e discriminatorio che si mantengano questi orari quando, ad esempio, per la nuova Ghiaia si stabilisce che i locali dovranno chiudere tutti i giorni entro la mezzanotte.
Ma soprattutto ci sembra grave che nel Piano di Zona impugnato, sostanzialmente si preveda la possibilità di occupare con tavolini e sedie Strada Farini per quasi tutta la sua lunghezza, espressamente dichiarando che  “la disciplina regolamentare sui “dehors” è finalizzata ad un utilizzo razionale del suolo pubblico per ulteriori spazi di ristoro all’aperto (tavolini, sedie, pedane, strutture coperte, ecc.), nonché all’offerta di nuovi servizi per il turismo”, con ciò rivelando la volontà di confermare Via Farini come via della movida, che da noi è e resta prevalentemente una forma di divertimento notturno alternativo alla discoteca.
Ribadiamo infine che tutte le argomentazioni sulla validità della movida per la sicurezza delle strade e la rivitalizzazione del centro storico sono e restano pretestuose.

Cosa dire infatti di tutte le altre strade di Parma, sono forse ostaggio della criminalità più efferata? Se così fosse la movida dovrebbe essere permanente e dappertutto, per la gioia di chi vive in Via Montebello, o Via del Popolo, o qualsiasi altra strada della città.
Anche la rivitalizzazione del centro non crediamo possa passare attraverso la movida, ma richiede una seria riflessione sul perché il centro è poco popolato di giorno, mentre viene occupato militarmente da migliaia di ragazzi vocianti la notte, col corollario di relativi accessi in auto, sosta selvaggia, deiezioni e quant'altro.

Qualcuno ha dimenticato che il centro storico dovrebbe essere vitale di giorno, come 'centro commerciale naturale', mentre dovrebbe tornare ad essere un grande quartiere residenziale la notte, come è sempre stato: oggi la situazione è sostanzialmente rovesciata anche grazie a una politica della viabilità che ad una rigida chiusura diurna fa seguire una apertura notturna indiscriminata, ed una politica urbanistica che ha favorito l'espulsione dal centro storico del terziario, in particolare dell'artigianato e delle professioni.

Per queste ragioni i cittadini coordinati dal Comitato civico Farini hanno sentito la necessità di ricorrere al Giudice amministrativo, riservandosi altre possibili iniziative giudiziarie pur nella volontà di proseguire il dialogo con l'Amministrazione, nella speranza di vedere riconosciute concretamente le proprie ragioni".

Il presidente del Comitato civico Farini
Giovanni Passerini

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