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Movida e degrado in Oltretorrente: "Prima in Procura poi in piazza"

Residenti sul piede di guerra all'incontro con il Movimento Nuovi Consumatori che ha annunciato un esposto per presunte irregolarità da parte dell'amministrazione. E poi una fiaccolata per sensibilizzare la gente

E' tempo di dire basta. Questa l'espressione dell'esasperazione esternata da molti residenti dell'Oltretorrente, nel corso di un incontro, nella sede del Consiglio di Quartiere, presieduto dal consigliere Claudio Cavazzini e da Filippo Greci, Movimento Nuovi Consumatori. Un problema, quello della movida di via d'Azeglio, definito in tono unanime dai presenti come la punta dell'iceberg di un disagio significativo ormai persistente da tempo. Una battaglia continua, questa la definizione fornita da Cavazzini per rappresentare gli stati d'animo di molti residenti.

"La movida era iniziata anni fa, in tono minore rispetto a quel che è diventata oggi, ma era un evento molto vicino allo spirito dei residenti. La gente scendeva per strada a mangiare i tortelli, era un esempio di ciò che dovrebbe essere: comunanza. Ora si è trasformata in un rave movida". L'accento posto sin da subito da parte di Cavazzini è sulla precisazione che non si tratta di una battaglia tra i residenti e gli esercenti, ma di una esigenza di vedere rispettati diritti da cittadini. Una differenza, definita abissale, rispetto alla movida di via Farini. "Siamo molti di più come numero di residenti, se si conta che in via Farini ci sono anche tanti uffici. Qui ci sono molte più criticità, tra i soliti personaggi che creano disturbo e si rendono aggressivi e chi puntualmente rende angoli del quartiere veri e propri orinatoi".

"Bisogna sottolineare la boriosità di quelli della movida - commenta un residente in sala - si sentono i padroni del quartiere, pensano di poter fare di tutto, tanto non ci vivono loro! E poi ci sono troppi esercenti che continuano a vendere anche da sotto la saracinesca quando ormai il locale è chiuso, aggravando la situazione!".

Un problema politico, secondo Greci, dato dall'incapacità dell'amministrazione di organizzare un divertimento sano, che non degeneri in un incoraggiamento a "sballare". La mancanza di sicurezza è data da un problema di ordine pubblico,  un'assenza di controllo del territorio, secondo Greci, che afferma: "Le nostre forze dell'Ordine contano su due volanti della Polizia e una mobile dei Carabinieri. Siamo sotto di trenta unità".

"Hanno paura e passano veloce, quando passano!" tuona un barista di via d'Azeglio, nel corso del dibattito. Significativa la sua testimonianza in merito. "Quest'anno non faccio la movida perchè mancano i presupposti per la sicurezza. I bodyguard non riescono sempre a intervenire, davanti alla massa possono fare poco. Abito in questo quartiere da quarant'anni, prima vedevo passare ogni tanto le Forze dell'Ordine, magari non si fermavano, ma almeno rallentavano con i fari puntati e incutevano timore. Ora sfrecciano velocemente, hanno paura".

Tanti i passi che il Movimento Nuovi Consumatori intende fare in merito. "Chiederemo di avere accesso agli atti del Comune per capire sulla base di cosa è stata concessa l'autorizzazione. Ci è giunta voce che qualcuno avrebbe formalmente dichiarato che la movida di via d'Azeglio ospiterebbe non più di 200 persone. Questo ci fa pensare che l'intento possa essere quello di aggirare la legge 331 del 2001 e i severi controlli dell'autorità prefettizia sul rilascio delle autorizzazioni.

Chiederemo al Prefetto di organizzare con i propri mezzi un censimento di quanti partecipano alla movida e, sulla base delle risultanze, procederemo a un esposto alla Procura della Repubblica. Intendiamo anche individuare gli esercenti di attività commerciali che vendono alcolici oltre l'orario consentito, arrecando ulteriori danni". Iniziative legali ma non solo. L'intento è anche quello, come sottolineato a due voci anche da Cavazzini, è di sensibilizzare l'opinione pubblica e, attraverso una fiaccolata, esprimere contrarietà alle scelte dell'Amministrazione in merito. "Una manifestazione silenziosa, per esprimere la nostra indignazione e mettere in luce i problemi di un quartiere esasperato e stanco di promesse mancate".

Criticato l'operato dell'Amministrazione Comunale quando, nell'ottica di una riqualificazione del quartiere, ha realizzato le contestate stanze all'aperto. "Non servono a niente, sono solo uno spreco di soldi!", il commento infuriato di un'anziana signora presente in sala. "Riconosciamo all'Amministrazione di aver riqualificato alcune aree – afferma Greci – ma pulire non significa mettere la polvere sotto il tappeto". Il riferimento, come sottolineato ampiamente anche dall'affollata sala di Borgo san Giuseppe, è per lo stato di degrado di Piazzale Inzani, Piazzale Picelli, Borgo Galaverna e delle vie limitrofe, degenerato anche in fenomeni di microcriminalità.

"Sono di Mantova – prende fuoriosamente parola una donna - ho fatto l'università a Parma vent'anni fa. Ho comprato casa da due anni in borgo Galaverna. Mi vergogno a portarci gli amici che arrivano da fuori. Ci sentiamo ghettizzati, hanno messo qui la feccia di Parma, tra gente sempre ubriaca, coricata per strada, aggressioni. Non si può continuare così".
Uniti per lottare contro una movida definita incompatibile con i diritti dei residenti, i presenti in sala si dicono pronti ad aderire alle manifestazioni di protesta progettate. "Che dall'apparenza - afferma Greci - si passi alla sostanza. Finalmente".
 

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