Movida. nuova ordinanza. Confesercenti: "Le nostre proposte non sono state lette"

Confesercenti risponde all'Assessore Cristiano Casa: "La definizione “atteggiamento poco costruttivo” riferito alle associazioni di categoria è dunque fuori luogo e poco consona ai fatti"

"In riferimento all'articolo del quotidiano la Gazzetta di Parma e alle dichiarazioni dell'Assessore Cristiano Casa pubblicate oggi 21 giugno 2013 riguardanti l'ordinanza “Movida”, Confesercenti Parma sottolinea la sua posizione di costante attenzione verso lo sviluppo economico delle imprese locali e del centro, dimostrata dai protocolli di idee e di soluzioni inviate abitualmente al Comune di Parma su diversi temi in questione, in particolare all'Assessore al Commercio. L'obiettivo è quello di riuscire a portare avanti i diritti delle imprese cercando di favorire un clima a loro il più consono per favorire e non danneggiare continuamente i loro interessi.

Un esempio positivo che ricordiamo è certamente quello riguardante la questione Cosap. A marzo di quest'anno ci accorgemmo che il prezzo del suolo pubblico era stato inspiegabilmente aumentato del 100%, un costo che avrebbe messo ulteriormente a terra i commercianti che con l'arrivare della bella stagione avrebbero voluto prendere uno spazio per i propri tavolini all'aperto. Fummo proprio noi a porre all'attenzione dell'Assessore Cristiano Casa la questione, passata fino ad allora inosservata, e a contrattare prezzi più ragionevoli. Stessa cosa è successa pochi giorni fa: abbiamo inviato le nostre proposte riguardanti l'ordinanza “Movida” ma che molto probabilmente non sono state lette o comprese. La definizione “atteggiamento poco costruttivo” riferito alle associazioni di categoria è dunque fuori luogo e poco consona ai fatti.

LE PROPOSTE DI CONFESERCENTI AL COMUNE. In relazione alla bozza di ordinanza pervenuta alla scrivente Associazione dei Pubblici Esercizi, siamo con la presente ad evidenziare quanto segue: I contenuti delle premesse all'ordinanza, ancora una volta appaiono non condivisibili e non coerenti con l'obiettivo di mantenere un “clima” ambientale accettabile per i residenti e compatibile con le necessità di sviluppo economico e occupazione delle imprese ivi insediate. Vengono ribaditi problemi che da anni sono all'attenzione dell'opinione pubblica, delle Associazioni di Categoria, dei residenti – quali a mero titolo esemplificativo – l'inquinamento acustico sulla pubblica via ovvero i comportamenti negativi di avventori e alcuni gestori.

A supporto dell'ordinanza in oggetto, viene addirittura riportata una relazione della Polizia Municipale, nella quale si citano riprese fotografiche, utilizzo delle immagini di videocamere di sicurezza e altri elementi, dai quali emerge – lasciando a latere considerazioni sulle norme in materia di privacy e l'utilizzo e gestione dei dati acquisiti, in assenza di indirizzi della Magistratura – il comportamento degli avventori e, genericamente vengono indicati locali che non si atterrebbero alle regole. In tale rapporto si ribadisce purtroppo la funzione del turno notturno, che abbiamo salutato con favore ma che purtroppo riscontriamo nel testo, essere stato posto esclusivamente al “controllo delle soste e del rispetto degli orari di chiusura dei pubblici esercizi”. Nulla appare invece per quanto riguarda il controllo del territorio, dei comportamenti incivili di alcuni avventori e dei problemi di sicurezza generati dall'assenza di ogni controllo o iniziativa “in strada”.

Aggiungiamo le considerazioni di Arpa, sempre citate nella premessa, le quali anziché rafforzare il provvedimento, ne mostrano limiti e incongruenza con obiettivi e scopi enunciati pubblicamente dall'amministrazione; Arpa specifica che il superamento dei limiti di zonizzazione avviene solo in tre serate su sette. Tuttavia ancora una volta, si sceglie di punire, penalizzare e danneggiare in senso generale e senza distinguere, tutte le imprese di somministrazione alimenti e bevande, di interi quartieri centrali, incrementando ulteriormente il già sovradimensionato carico burocratico e amministrativo sia delle imprese che di codesta Amministrazione, con procedure che definire inutili rispetto agli obiettivi da raggiungere è poco, in netta contraddizione con le procedure di semplificazione amministrativa di cui palesemente si ignora l'esistenza.

Anche il meccanismo “premiante”, dei cosiddetti “virtuosi” appare complicato e discrezionale e, per quanto visto Dal mese di marzo, data di entrata in vigore del famoso “Regolamento della Movida”, questo insieme di regole, come purtroppo da noi già evidenziato, a dato risultati pari a zero, rispetto al clima acustico in strada e molti soldi invece al Comune per le multe elevate dalla PM.

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E' evidente che non possiamo certo condividere questo modo di intendere i rapporti con le imprese né l'assegnare ad esse ogni responsabilità per quanto accade durante e dopo la chiusura nella pubblica via. Ribadiamo che ad esigenze straordinarie occorrono interventi straordinari, anche di tipo sociale, con le unità di strada, con iniziative che “occupino” gli spazi, e in certa misura con la presenza costante di agenti di pubblica sicurezza, come avviene in tutti i Comuni che si dicono turistici, in Italia come all'estero. Tutte cose già dette e ridette ma che evidentemente non trovano risposte adeguate, se non interventi come queste “ordinanze”, semplificatori e, francamente dannosi per il sistema economico e alla fine, nemmeno rispondenti alle esigenze, pur legittime, dei residenti, in perfetta continuità con il passato. Ciò detto, siamo ad invitarVi a non procedere, ritirando il provvedimento e aprendo un vero tavolo di lavoro, istituzionale, con tutti coloro che possono contribuire concretamente alla risoluzione del problema.

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