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Movida in via d'Azeglio

Movida in via d'Azeglio

Movida in Via D'Azeglio, residenti furiosi: "Qui non esistono regole"

Rifiuti ovunque, orinatoi a cielo aperto, bottiglie di vetro anche se c'è l'obbligo di vendere nei bicchieri di plastica e baldoria ben oltre l'orario consentito. E c'è chi lancia secchiate d'acqua

A seguito dell'acceso incontro nella sede del Consiglio di Quartiere Oltretorrente alla presenza del consigliere Claudio Cavazzini e del Presidente Movimento Nuovi Consumatori Filippo Greci, siamo andati a verificare la mole dei problemi denunciati a gran voce da molti residenti. Dal punto di vista economico, sembra proprio che la movida funzioni, dal viavai costante di giovani dai bar e locali anche delle vie adiacenti. Pareri contrastanti tra i gestori, tra chi si dice soddisfatto e chi lamenta un leggero calo in rapporto agli appuntamenti estivi dello scorso anno.

Tuttavia, come denunciato dai residenti, recandosi in via D'Azeglio si può facilmente trovare conferma di quanto lamentato nel corso dell'incontro in Borgo San Giuseppe. I rifiuti sono abbandonati ovunque, numerossissimi i bicchieri di plastica abbandonati ovunque, gli angoli di Borgo Galaverna e delle vie adiacenti via D'Azeglio sono stati trasformati in bagni improvvisati.

"Quando mi accorgo che fanno pipì sotto la porta di casa mia gli lancio secchiate d'acqua dalla finestra. Poi non esco per due giorni però non posso fare altrimenti, dato che è un problema che noi abbiamo tutti i giorni, certo non solo durante la movida. Qui non esistono regole", aveva commentato in maniera stizzita una residente. Per gli esercenti, in casi come questi, vige il divieto di vendere bevande in bottiglia, per questioni di sicurezza. Eppure si contano lunghe file di bottiglie di birra lungo i muri sotto i portici. E non bastano ad arginare la situazione le pulizie notturne effettuate dagli operatori ecologici, che si destreggiano tra la folla per raccattare rifiuti sparsi ovunque.

Come verificato a seguito delle esternazioni dei residenti nel corso dell'incontro, la baldoria  si protrae sino a notte fonda, ben oltre gli orari consentiti, uno dei motivi di maggiore rabbia, indicativo di una convivenza difficile con l'appuntamento settimanale. Altro problema la questione sicurezza. La mancanza di un piano apposito in casi di pericolo è potenzialmente un problema significativo considerata l'ingente mole di persone, oltre a alcuni casi di impianti elettrici attorcigliati nei pali, pericolosi e accessibili da chiunque.

I giovani della movida tuttavia non ci stanno ad essere marchiati come artefici di quello che è stato ribattezzato il "rave movida party". "Solo perchè c'è stato qualche episodio di  violenza non vuol dire che allora siamo tutti dei violenti. Si tende sempre più a generalizzare e rendere tutto più drammatico del dovuto", afferma un giovane seduto nei gradini sotto i portici di via D'Azeglio.

"Vengo qui per fare un giro, vedere gli amici, non facciamo niente di male. Certo, così tante persone non stanno in silenzio, posso capire che chi abita qui vicino abbia qualche disagio. Ma mi sembra un'esagerazione, ci si dimentica che Parma è fatta anche di giovani".
Intanto, tra le lamentele dei residenti e la voglia di divertimento dei giovani, tra il frastuono di musica e voci, una senza tetto trova riparo per la notte nell'angolo di un distributore automatico di via D'Azeglio. Un'altra faccia di Parma.

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