Multe ai varchi, vittoria dei Nuovi Consumatori: "Ricorso collettivo"

Il Giudice di Pace ha riconosciuto l'illegittimità della sanzione applicata ad un automobilista che passò nella zona Ztl disattiva. "Stiamo valutando la possibilità di presentare un maxi ricorso collettivo contro il Comune

Conferenza stampa MNC 15-11-2012

Oltre un centiaio le persone che sinora si sono rivolte al Movimento Nuovi Consumatori per chiedere aiuto a seguito della ricezione di una sanzione per aver violato il vecchio blocco del traffico limitato imposto dai varchi elettronici dalle 23 alle 3 del mattino. Il caso arrivato al Giudice di Pace è quello di un automobilista sanzionato erroneamente una volta attraversato il varco, risultato però disattivo.

SANZIONE ANNULLATA. La sentenza dell'udienza del 9 ottobre scorso, che fa seguito al ricorso di 10 associati ai Nuovi Consumatori, ha disposto la sospensione dell'esecutorietà e della esecutività del provvedimento impugnato, disponendo l'annullamento dell'atto di accertamento e revocando la sanzione pecuniaria prevista, dichiarando "l'inammissibilità della sanzione comminata per l'ommissione degli obblighi connessi agli accertamenti e alle sanzioni per cui è causa e per l'inesistenza dei fatti inerenti alla contestata infrazione, peraltro irregolari ed in violazione dei diritti fondamentali dei cittadini. Con ogni conseguente provvedimento, anche risarcitorio, per gli adempimenti che ne sono stati necessitati, in ogni caso con vittoria dei diritti".

Un riferimento importante quello di una sentenza della Cassazione datata 3 luglio 2009 che sanciva la necessità di un'adeguata informazione del provvedimento nei confronti dell'utente". Secondo quanto stabilito dalla sentenza del Giudice di Pace, nel caso di prolungamento con delibera della giunta comunale in un determinato periodo dell'anno dell'orario della Ztl, il Comune avrebbe dovuto darne idonea pubblicità, modificando la segnaletica posta all'ingresso dei varchi, in modo da garantire un'adeguata informazione all'utente.

RISARCIMENTO. Una inusitata necessità di accreditamento, si legge nella sentenza "quasi a modo di trabocchetto, di inibizione alla circolazione in Ztl senza idonea informazione non risulta, con onere che gravava a carico del resistente, suffragata ne provata dall'esistenza di preventiva e debita informazione all'utente della strada. Per di più l'aver dato accesso in detta area, non conoscendo detta limitazione, porta ad escludere, secondo il libero convincimento di chi giudica, il sussistere dell'elemento soggettivo di cui all'art.3 689/81, onde manca l'elemento soggettivo. Per tanto, non sussistendo la predetta violazione il verbale impugnato deve essere annulato. Le spese vanno compensate, ritenuta la particolarità della causa". Quello che il Comune ha prodotto per difendersi, dunque, non è stato giudicato rilevante perchè non apparivano chiaramente data e ora dalle immagini.

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Una vittoria importante, ha sottolineato il presidente nazionale dei Nuovi Consumatori Filippo Greci, non solo per una rivalsa economica ma soprattutto per per la necessità di avere giustizia. Punto significativo, oltre a stabilire l'illegittimità appurata, il riconoscimento di un risarcimento danni. Tra i casi più eclatanti all'attenzione del MNC, le 14 multe arrivate a una sola persona da 97 euro l'una, ma c'è anche chi ne ha ricevuto 6 e anche tanti automobilisti che hanno transitato solo temporaneamente a Parma e hanno appreso con stupore di essere stati sanzionati pur convinti di aver rispettato i limiti di orario indicati dal varco.

MAXI RICORSO CONTRO IL COMUNE. Davanti alle numerose richieste arrivate, ora al vaglio del Movimento Nuovi Consumatori la possibilità di presentare un maxi ricorso collettivo contro il Comune, oppure una serie di ricorsi al Giudice di Pace. "Presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica, chiederemo alla Magistratura se ci siano elementi penalmente rilevanti e nel caso a carico di chi. Non si tratta solo di un aspetto meramente economico ma di giustizia. Molte delle persone che sono state oggetto delle sanzioni chiedono di presentare un esposto alla Procura, la volontà comune è quella di vederci chiaro sino in fondo".

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