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Museo degli Oggetti Ordinari: il 14 luglio riapre il bar del Romanini

Riaprirà stasera in una forma fuori dall’ordinario il bar del Romanini, in Oltretorrente, scelto come sede del Museo degli Oggetti Ordinari, una collezione estemporanea di cose di ieri, proposte dagli stessi cittadini di Parma, ripescati in cassetti, cantine e solai

Riaprirà stasera in una forma fuori dall’ordinario il bar del Romanini, in Oltretorrente, scelto come sede del Museo degli Oggetti Ordinari, una collezione estemporanea di cose di ieri, proposte dagli stessi cittadini di Parma, ripescati in cassetti, cantine e solai. Il Romanini è stato per oltre cento anni casa di riposo per anziani parmigiani: il posto migliore per ospitare una rassegna sulla memoria della città. Il Museo degli Oggetti Ordinari è un progetto del Théâtre de Cuisine in collaborazione con il Teatro delle Briciole. Rientra nel programma di Insolito Festival e gode della collaborazione di Ad Personam, l’Azienda alla persona del Comune di Parma.

L’inaugurazione è stasera, 14 luglio 2015, alle ore 19.30. Il bar-museo resterà aperto fino al 5 agosto, da lunedì a giovedì dalle 17.30 alle 20, con ingresso libero. “Questo piccolo grande progetto ci aiuta a riportare l'attenzione della comunità cittadina sui luoghi degli anziani e della loro memoria, per farli nuovamente protagonisti anche del futuro della nostra comunità. Sarebbe inutile progettare il domani senza tener conto di ciò che è stato fatto ieri. Quella del Romanini è una storia di grande generosità e di unità dei parmigiani, lo stesso slancio che vorremmo vedere anche oggi, per poter camminare tutti più sereni verso il futuro e la terza età”, commenta l'amministratore unico di Ad Personam Marco Giorgi.

Il Romanini nacque alla fine dell’Ottocento come “dormitorio per vecchi poveri”. L’iniziativa partì dal farmacista Giuseppe Gardelli, che nel 1891 propose in una lettera inviata ai giornali dell’epoca di “federare tutte o molte delle società cittadine” per raccogliere denaro col quale farebeneficenza e “fondare un dormitorio per vecchi poveri”. Aderirono sei diverse associazioni, che avviarono una pubblica sottoscrizione: grazie ad alcune generose donazioni anche dal prefetto e dal marchese Carrega, raccolsero quasi 6.500 lire, oltre 27mila euro attuali. L’istituto aprì nel 1892 in un immobile dell’Oltretorrente messo a disposizione dalla Cassa di Risparmio e dall’Ordine Mauriziano e molta gente continuò a fare donazioni, in denaro o in indumenti e biancheria.

Nei primi decenni, il Romanini fu riservato ad anziani che “si trovano in bisogno per cause indipendenti da loro colpa e che consacrarono la loro vita al lavoro”, soprattutto falegnami, facchini, “giornalieri”, macellai, muratori e cuochi. Nel 1912 gli ospiti erano 60: 38 uomini e 22 donne, tutti di oltre 60 anni. Nel 1924 erano saliti a 94 (34 donne e 60 uomini), con età media 75 anni. Nel 1932 gli ospiti superavano i 160 e 210 durante la seconda guerra mondiale. A pagare le loro spese era un comitato di oltre mille soci. Nel 1920 l’istituto fu intitolato a Mario Romanini, allievo ufficiale, morto tre anni prima precipitando col suo aereo vicino a Novara durante un addestramento. Nella struttura fu posto anche un busto del fratello Giuseppe Romanini, altro soldato morto in battaglia a Schio di Vicenza, che lasciò la sua eredità agli anziani del “Ricovero”.

In tempi molto più recenti, l’utilizzo del Romanini è andato sempre più calando, fino alla chiusura nel 2012, perché la struttura non risponde più agli standard di legge per la cura degli anziani. La struttura resta in attesa di un progetto di profonda ristrutturazione, previsto per i prossimi anni. Oggi il Romanini è proprietà dell’Asp Ad Personam, erede diretta della ipab Iraia - Istituti Riuniti di Assistenza per Inabili e Anziani, a sua volta nata con la fusione dell’istituto Romanini e della Congregazione di San Filippo Neri, che fin dalla fine del Quattrocento opera a Parma a sostegno delle persone bisognose.
 

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