Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Natale in casa: pranzo a domicilio per le persone disabili con Anmic e Parma Quality Restaurants

"Le nostre ragazze e i nostri ragazzi hanno trascorso un anno difficilissimo, dovendo rinunciare alle già risicate occasioni" – racconta Walter Antonini, presidente di Anmic Parma

C’è chi più di altri ha dovuto sacrificare la propria libertà e cambiare la propria vita durante questo 2020 stravolto dalla pandemia per Covid-19. Si tratta di molte persone con disabilità che, per vari motivi, hanno visto azzerare le occasioni di socializzazione: chi per mettersi al riparo dal rischio di contagio a causa di immunodepressione, chi perché servizi e attività sono stati fermati, chi perché non aveva l’autonomia garantita dai mezzi di trasporto dedicati, chi per semplice responsabilità civica. Per questi motivi, Anmic, la più grande associazione di tutela e rappresentanza delle persone con disabilità del territorio, ha voluto gratificare lo sforzo di queste persone e delle loro famiglie, con un pranzo di Natale speciale a domicilio. In particolare in un anno in cui il tradizionale pranzo associativo natalizio non ha potuto svolgersi.

A rispondere all’appello di Anmic è stata immediatamente e senza indugio Parma Quality Restaurants, che ha raccolto la pronta adesione di cinque ristoratori del territorio, che hanno rilanciato, preparando e portando direttamente nelle case delle famiglie indicate un vero e proprio menù delle feste, condividendo appieno i valori alla base dell’iniziativa benefica. Vestiti di tutto punto, con giacca e cappello da chef, i ristoratori si sono recati presso il domicilio delle persone individuate, che attendevano con riconoscenza, insieme alle loro famiglie, un menù speciale: antipasto di salumi misti, anolini, punta al forno e panettone artigianale.

Ecco quindi in pista Enrico Bergonzi del ristorante “Al Vèdel” di Colorno, che ha portato una ventata di allegria in casa di Annarita Guagnano e Davide Romano, giovane coppia di ragazzi con disabilità; Filippo Cavalli, dell’“Osteria dei Mascalzoni” di Parma, che ha raccolto la grande riconoscenza di Armand Kacou, che dalla Costa d’Avorio ha trovato a Parma la città in cui vivere; Fabio Romani, del ristorante “Romani” di Vicomero, ha portato leggerezza e dolcezza in casa di Andrea Anghinolfi, assistito da sempre dai suoi genitori, mentre Maria Amalia Anedda del ristorante “Les Caves” di Sala Baganza si è fatta travolgere dalla simpatia di Jessica Borsi, che ha condiviso il pranzo con la sua famiglia e l’inseparabile educatrice Cristina. Infine Andrea Nizzi del ristorante “12 Monaci” di Fontevivo, che ha portato gioia e festa alla cooperativa “Il Giardino” di Noceto, dove ad aspettarlo c’era Laura Lentini, insieme ai compagni di appartamento Sara, Ramona, Benedetta e Rossana, insieme alle operatrici Cristina, Alessia e Farhia.

“Le nostre ragazze e i nostri ragazzi hanno trascorso un anno difficilissimo, dovendo rinunciare alle già risicate occasioni di impegno, svago, sport e, in generale, attività socializzanti – racconta Walter Antonini, presidente di Anmic Parma -. Siamo a abituati, ogni anno, a ritrovarci tutti insieme, poco prima di Natale, per un pranzo in compagnia, in cui ci raccontiamo e ci scambiamo gli auguri. Vista l’impossibilità di rispettare la tradizione, abbiamo comunque pensato di non lasciarli soli, ma soprattutto di ringraziarli, a nome di tutta la comunità, del loro sacrificio. Dobbiamo ringraziare di cuore Parma Quality Restaurants e i suoi chef, perché abbiamo trovato immediata disponibilità e piena complicità. A loro va il nostro enorme grazie, soprattutto perché sappiamo benissimo che il periodo, per chi fa ristorazione, è tutt’altro che roseo, ma queste persone hanno comunque messo a disposizione tempo, risorse e cuore per gli altri”.

“In questi momenti così bui e di incertezza il potersi aiutare reciprocamente è l’unica vera risposta che possiamo avere – ha commentato Andrea Nizzi, presidente Parma Quality Restaurants -. Occorre riappropriarci dei valori di solidarietà per riportare un po’ di luce in tutti noi. Quello fatto è stato un gesto naturale, perché cucinare per cinque famiglie non ci costa nulla e se questo può donare sollievo emotivo a dei ragazzi che a causa della pandemia hanno dovuto fare rinunce molto pesanti, allora è giusto così ed è giusto farlo con il sorriso. Per uscire da questo brutto periodo la soluzione è solo una e cioè rimboccarsi le maniche e farlo tutti insieme”.

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