Natura Dèi Teatri 'Glorioso': innovazione nella sottrazione

"Si sottrae per una sorta di pacificazione nella perdita". Le parole di Maria Federica Maestri, direttrice artistica e memoria storica della compagnia teatrale Lenz Rifrazioni e del Festival Natura Dèi Teatri, sono perfette per il momento di crisi e di creatività che sta vivendo il panorama teatrale parmigiano e nazionale

"Si sottrae per una sorta di pacificazione nella perdita". Le parole di Maria Federica Maestri, direttrice artistica e memoria storica della compagnia teatrale Lenz Rifrazioni e del Festival Natura Dèi Teatri, sono perfette per il momento di crisi e di creatività che sta vivendo il panorama teatrale parmigiano e nazionale. Mentre le istituzioni tagliano i finanziamenti, legando le mani a chi vorrebbe fare e non sembrano investire in innovazione in un settore in cui ce ne sarebbe davvero bisogno, gli artisti crescono. E propongono nuovi spazi creativi ed alternative. 

Così la 18esima edizione del Festival Natura Dèi Teatri, presentata ieri nella sala Savani della Provincia di Parma, regala ben tre nuove produzioni di Lenz -I Promessi Sposi, la Gloria e Hamlet Solo- e una serie di ospiti internazionali di rilievo. Alessandro Manzoni e Gabriele D'Annunzio, due 'tradizioni' della letteratura italiana che vengono ridefiniti, ripensati nell'ottica della sperimentazione di Lenz Rifrazioni. Se per i Promessi Sposi-interpretati da un gruppo di attori ex-lungodegenti psichiatrici 'una compagnia teatrale da dieci anni' come sottolinea l'altro direttore artistico Francesco Pititto, si parla di scomposizione del romanzo di Manzoni nella 'La Gloria' di Gabriele d'Annunzio si 'smantella l'impianto' fino a scrostare la superficie letteraria del testo.



E' lo stesso Pititto ad indagare le possibili origini deleuziano 'Glorioso'. "I luoghi della gloria oggi li abbiamo trovati lavorando con gli attori sensibili, nella loro debolezza e fragilità. Oggi il glorioso può essere rappresentato da chi arriva in Italia, disperato, a bordo di un barcone non certo da chi fa le guerre da cui i migranti scappano". 

"E' un Festival-corpo dove destituiamo, demoliamo per arrivare ad una sorta di pacificazione nella perdita" dice Federica Maestri. "Negli ultimi anni i tagli ai finanziamenti sono stati tanti ma noi continuiamo, in questo momento siamo vicini ai nostri amici di Europa Teatri e Theatro del Vicolo. Per Lenz la questione non si pone perchè noi uno spazio pubblico non ce l'abbiamo". E sul piatto rimane in fatto il futuro di tutta l'area ex-Pasubio rispetto alla quale l'assessore Alinovi sta pensando un possibile mantenimento della struttura di Lenz Teatro. Perchè se ad Europa Teatri e al Theatro del Vicolo la struttura pubblica viene messa a bando il futuro del Lenz potrebbe essere peggiore, nè una struttura pubblica, nè una privata. 

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