Natura Dèi Teatri, presentata la 19edizione: spettacoli e performance

Presentato il programma del festival Natura Dèi Teatri, ispirato a I due Piani, che dopo Ovulo e Glorioso conclude il progetto triennale ispirato a Deleuze

Con la prima assoluta di Verdi Re Lear L'Opera che non c'è Premessa dal Re Lear di Giuseppe Verdi la 19esima edizione di Natura Dèi Teatri, un'opera cardine, della quale esisteva solo il libretto scritto da Somma con le correzioni apportate da Verdi. "Il tentativo - come lo definisce il direttore artistico Francesco Pititto - di dare corpo al desiderio del Maestro su un'opera che ha avuto trent'anni di vita ma non è stata musicata". Un percorso di ricerca e sperimentazione che parte da qui per procedere a un'invenzione del simulacro d'opera d'arte performativa traendo ispirazione dai Lear shakespeareano e verdiano. Una ricerca che dalla classicità del Conservatorio Boito si contamina con l'elettronica del compositore Robin Rimbaud aka Scanner per dare vita, come gli stessi direttori artistici sottolineano, a un intreccio creativo tra melodramma e nuova composizione.

Altra prima nazionale l'Adelchi, dopo il successo de I Promessi Sposi, con in scena attori non professionisti affetti da disturbi dello spettro autistico. "Un ribaltamento della prospettiva con cui guardare alla sensibilità - sottolinea Maria Federica Maestri-. Un progetto difficile che pone la questione del tragico sull'altare di Ermengarda, interpretata da Carlotta Spaggiari, affetta dalla sindrome dello specchio autistico. La lingua del teatro riesce a eliminare le soglie". Ospite anche un'artista di fama internazionale nella nouvelle dance francese, Maguy Marin, con il suo spettacolo Singspiele, in collaborazione con David Mambouch e Benjamin Lebreton. Tra le figure di spicco nel panorama della danza internazionale presenti al festival anche Pieter Ampe, con il suo solo presentato in prima nazionale "So you can feel".

Alessandro Berti, regista, attore e drammaturgo, con "Maestro Eckhart" porterà in scena tre sermoni del maestro dove il corpo dell'attore assume ruolo di testimone del pensiero, attraverso un viaggio verso la verità con una figura femminile che riprende il tema caro a Eckhart dell'amicizia spirituale tra i sessi. Contaminazioni elettroniche con Hyperion Diotima e la collaborazione con il musicista Paul Wirkus, di chiara ispirazione all'opera di Holderrlin a cui Lenz già dagli esordi aveva dedicato un progetto sperimentale. Con On the right track la Via Negativa, piattaforma di ricerca e sviluppo di produzione di arti performative proprorrà un surreale cabaret dell'assurdità politica. Su Re Lear tornerà anche lo studioso Enrico Pitozzi con il seminario Magnitudini, una radiografia della materia sonora.

Un'edizione particolare, ispirata a I due piani, che dopo Ovulo e Glorioso, conclude il progetto triennale ispirato a a Gillez Deleuze. A presentarla stamane oltre ai direttori artistici e al presidente, anche il sindaco Federico Pizzarotti, l'assessore alla Cultura Maria Laura Ferraris, il consigliere Fondazione Monte Parma Maurizio Dodi, il direttore Ausl Massimo Fabi e Rossella Cocconi, responsabile unità operativa di riabilitazione Daism Dp Ausl Parma. Sulla situazione del teatro a Parma una parentesi aperta dall'assessore Ferraris: "Un'esperienza complessa sotto tutti i livelli quella del Lenz, che ha saputo creare un percorso in un periodo non facile di ridisegno del sistema teatrale con un processo di evidenza pubblica, che non è negativo per realtà in grado di avere una proposta che non teme queste evidenze. Non voleva trattarsi di un disconoscimento rispetto alle proposte culturali della città, il Lenz ha saputo intraprendere questo percorso con orgoglio con una proposta comprensibile nel mettere in evidenza il proprio valore che ci ha permesso di non avere dubbi sul suo riconoscimento di rilievo nella proposta unica nel panorama nazionale e internazionale".

Un ampio progetto di creazioni performative contemporanee ispirate ai cardini della letteratura italiana Manzoni, D'Annunzio e Ariosto nella ricerca di Lenz per il 2015-17, un percorso incentrato sulla lingua italiana e sulla ricerca delle radici, come sottolinea Maestri, che vedrà contaminazioni tra musica e contemporaneo.

Un festival denso come lo definisce Maria Federica Maestri, in cui le creazioni vengono distinte nella loro pienezza, con sconfinamenti in una chiesa gotica del centro storico dove si mescolano ricerca performativa e misticismo. "La contemporaneità - sottolinea il presidente del festival Rocco Caccavari - è soprattutto un consenso da ottenere con fatica. Una commistione delle sensibilità di tutti che da occasione di pensare alla disabilità come dimensione in cui liberarsi. La ricerca della bellezza ci consente di comunicare con unità di fronte a qualunque essere umano".

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