'Ndrangheta, costrinsero un 40enne a cedere il suo bar in centro alla cosca Grande Aracri: due arresti

All'inizio del 2018 il proprietario del locale di Parma, gravato dai debiti, fu costretto ad intestarlo ad un prestanome, a versare oltre 40 mila euro alla cosca e a lavorare per loro senza essere pagato: in manette Paolo Grande Aracri e Manuel Conte

Avrebbero costretto un 40enne di Parma, proprietario di un bar in centro storico e gravato da alcuni debiti, a cedere la sua attività gratis alla cosca 'ndranghetista Grande Aracri, intestandolo ad un prestanome, per risultare i proprietari di fatto del locale. Paolo Grande Aracri, 29 anni,  nipote di Nicolino e Manuel Conte, 28 anni, entrambi appartenenti alla 'ndrina di 'ndrangheta dei Grande Aracri, sono stati arrestati ieri, 24 settembre, dalla Squadra Mobile di Bologna, nell'ambito di un'indagine per i reati di estorsione ed intestazione fittizia di beni. Le ordinanze sono state richieste dal pm della Dda Beatrice Ronchi ed emesse dal gip bolognese Alberto Ziroldi. 

I due erano già stati arrestati nel mese di giugno, nell'ambito dell'operazione Grimilde contro l'Ndrangheta.  A partire dll’analisi del materiale sequestrato nel corso della precedente operazione e dopo aver sentito alcuni testimoni, il quadro per i due si è aggravato, facendo nuovamente scattare le manette. 

La vicenda si sviluppa agli inizi del 2018 quando i due avrebbero costretto un 40enne, proprietario di un bar in una via centrale di Parma, a cedere, quasi a costo zero, la sua attività attraverso un prestanome, mettendo fuori gioco un possibile acquirente. L'ex titolare, gravato da diversi debiti, non era riuscito a reagire e a denunciare, una volta venuto a conoscenza del cognome dell'estorsore, ovvero Grande Aracri. 

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Costretto a sottostare a tutte le loro richieste, ad accontentarsi di diventare un dipendente non pagato di quella che sino a poco tempo prima era la sua attività e la sua fonte di sostentamento e ad assecondare le richieste di denaro da parte dei due, infine ha denunciato gli episodi e le vessazioni alla Polizia che ieri ha notificato le ordinanze a Paolo Grande Aracri e Manuel Conte. "Il nome Grande Aracri è stata la loro fortuna, bastava pronunciarlo, ma da giugno scorso ha consentito ai testimoni di riconoscerli, di togliersi da quel cappio e raccontarci le loro storie" ha dichiarato il capo della Squadra Mobile di Bologna Luca Armeni. 

I due arrestati avrebbero costretto il 40enne a cedergli gratis il bar nonostante avesse gia' ricevuto una caparra da 2.000 euro da un altro acquirente. Oltre ad aver tenuto l'ex proprietario come dipendente non stipendiato lo avrebbero poi anche obbligato a versargli 17 mila euro ed avrebbero intascato i 35 mila euro, frutto della vendita agli stessi acquirenti iniziali. L'ex proprietario avrebbe subito vessazioni sia psicologiche che fisiche: sarebbe stato picchiato e obbligato a spogliarsi per dimostrare di non aver sottratto soldi e a prestare la sua auto a Grande Aracri e Conte, che la usavano per girare nella Ztl di Reggio Emilia, lasciando poi alla loro vittima le multe da pagare. 

"Se vi sono altri esercenti e commercianti che hanno ricevuto lo stesso trattamento e che una volta eseguite le ordinanze del giugno scorso abbiano il coraggio di raccontare quanto hanno subito - ha detto il capo della Squadra Mobile di Bologna Luca Armeni - il mio è un invito a recarsi dalle forze dell'ordine". 

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