L'ombra dell'Ndrangheta su Parma. Estorceva auto e denato: in manette imprenditore di Cutro

Un calvario concluso solo con l'arresto di S.A.,imprenditore 45enne di origini cutresi, quello subito dal titolare di un'azienda trasporti del parmense. Per ripianare il debito, S.A. minacciava il titolare vantando "conoscenze particolari"

Un vero e proprio calvario quello subito dal responsabile di una ditta di trasporti del parmense iniziato dalla scelta di stringere rapporti commerciali con un imprenditore particolarmente pericoloso e concluso solo con il suo arresto. S.A.,45enne originario di Cutro risiede da anni a Cadelbosco di Sopra dove da tempo dirige un’impresa di escavazioni e trasporti che gli fruttava un buon giro d’affari e attraverso la quale intrattiene da anni rapporti con diverse aziende tra Reggio Emilia e Parma. Tra i contratti stipulati con le aziende del territorio anche quello, nel giugno 2013, con un’impresa della provincia di Parma che però, a sua volta, si affida a un’altra azienda per il subappalto dei lavori. A causa di una serie di problemi economici l’azienda del parmense è costretta ad avviare una procedura di fallimento e tra le ditte da saldare c’è anche quella di S.A.. L’imprenditore non ha intenzione di attendere per ricevere quanto dovuto e per recuperare la somma da lui stimata attorno a 27 mila euro si reca personalmente in sede e minaccia l’amministratore delegato indicando di possedere una pistola e millantando amicizie "particolari" nell’ambiente di provenienza.

L’amministratore delegato messo alle strette non ha potuto che ubbidire alle intimidazioni, è costretto a cedere a S.A. due mezzi intestati alla socetà, una Mercedes e un semirimorchio sottostimati in 15 mila euro a fronte di un valore che si aggirava attorno ai 20 mila. Nello stesso giorno la vittima è costretta a effettuare il passaggio di proprietà delle vetture e a riscuotere 4 assegni per un valore di 6 mila euro totali. Per S.A. il debito non è ancora stato saldato perchè stando ai suoi calcoli dalla cessione dei mezzi e dalla ricezione degli assegni ha potuto incassare beni per 21 mila euro a fronte di un presunto debito di 27 mila. Ragione che lo spinge a continuare con le pressioni e le intimidazioni ai danni dell’amministratore della ditta di trasporti anche nei giorni seguenti, minacciando fisicamente lui e i suoi cari nel caso in cui avrebbe sporto denuncia. Le continue pressioni e la paura vissuta dalla vittima gli hanno provocato problemi di salute tali da doversi recare all’Ospedale Maggiore. Solo allora la decisione di recarsi al Comando dei Carabinieri di Parma Centrale per denunciare l’imprenditore. Da quel momento l’avvio delle indagini che ha portato anche al coinvolgimento della Dia di Bologna per trovare conferma della natura estorsiva messa in atto da S.A.

Rintracciato nella sua abitazione a Cadelbosco, l’uomo è trovato in possesso di titoli di credito e documentazione a ulteriore conferma del tipo di rapporti intrattenuti con la ditta del parmense e di una pistola ad aria compressa sprovvista di tappo rosso con cui S.A. utilizzata per minacciare l’amministratore e il suo ragioniere. Il 8 aprile scorso, S.A., già noto alle Forze dell’Ordine per precedenti penali per reati contro la persona e il patrimonio, è finito in manette per estorsione, ora si trova nel carcere di Parma. Poco prima dell’azione dei Carabinieri, l’arresto da parte della Guardia di Finanza per un altro caso di usura e estorsione tra Reggio Emilia e Parma. A causa dell’indole violenta e delle frequenti intimidazioni, l’ipotesi degli inquirenti è che S.A. abbia già agito in modo analogo con altre aziende del territorio con cui aveva stretto rapporti commerciali, da qui l’invito da parte dei Carabinieri a denunciare eventuali atti di estorsione subiti dall’arrestato.

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