Inchiesta della Dda su 'ndrangheta e gioco on line: sequestrata anche una società con sede a Noceto

Si tratta della I Solution di piazza Lunardi, tra le 45 imprese in Italia sequestrate e riconducibili all'attività illecita di Mario Gennaro, che con la società Betuniq con sede a Malta gestiva e scommesse on line in diverse regioni

C’è anche una ditta con sede legale in piazza Lunardi 20 a Noceto, la I Solutions, tra i beni sequestrati dalla DDA di Reggio Calabria nell’ambito di un’inchiesta sul gioco d’azzardo e le scommesse on line gestite dalla ‘Ndrangheta.

LA NOTA DELL'AZIENDA - Con riferimento alle notizie errate riportate online da alcune testate giornalistiche in merito a un’indagine promossa dalla DDA di Reggio Calabria, iSolutions srl precisa di essere pienamente operativa: la società, specializzata nello sviluppo di applicazioni ad alto contenuto tecnologico, prosegue nella sua regolare attività, senza nessun tipo di cambiamento su tutti i servizi erogati ai propri clienti. L’indagine della DDA di Reggio Calabria interessa due società che utilizzano software sviluppato dalla stessa iSolutions, in virtù di un regolare contratto di licenza software. Certificata ISO 9001-2008 e dotata di organismo interno di vigilanza in ottemperanza al Decreto Legislativo 231/2001, iSolutions opera sulla base di contratti stipulati esclusivamente all’esito di un’attenta Due Diligence, volta ad accertare la regolare operatività e il possesso delle necessarie autorizzazioni da parte dei clienti. iSolutions si riserva qualsiasi azione opportuna a tutela dei propri interessi.

L’operazione ha portato all’arresto di 41 persone e al sequestro di beni per 2 miliardi di euro. Sequestrati anche 82 siti internet, 11 società estere, 1500 punti commerciali di raccolta delle giocate e 45 imprese in tutta Italia. La rete ‘ndranghetana era capeggiata, secondo gli inquirenti, da Mario Gennaro, legato alla cosca Tegano di Reggio Calabria, che aveva creato la Betuniq con sede a Malta. Tramite l’azienda aveva lanciato in Italia il business del gioco d’azzardo e aveva referenti in parecchie regioni che proponevano o imponevano l’apertura di punti scommessa che rientravano e alimentavano i giri illeciti della criminalità organizzata.

Solo qualche giorno fa Parma era stata coinvolta nell’operazione Aemilia nel corso della quale erano stati sequestrati beni per lo più intestati a prestanome del clan Grande Aracri che ha scelto le provincie di Parma e Reggio e Modena, nonché alcune zone della confinante Lombardia per investire in attività che all’apparenza sembrano pulite, ma che poi si rivelano una cassaforte per gli ‘ndranghetani. 

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