'Ndrangheta a Parma, Pagliari e Maestri: "Potenziate la Dia"

Dopo l'ultima inchiesta sui videoslot gestiti dalla 'Ndrangheta, che conferma Parma come obiettivo privilegiato della criminalità organizzata, i candidati del Pd chiedono il potenziamento della nuova sede distaccata

Uno dei mezzi distrutti nell'incendio alla cava di Sissa

Mafie a Parma. Dopo l'ultima inchiesta della Dia sui videoslot gestiti dalla 'Ndrangheta, che conferma Parma come obiettivo privilegiato della criminalità organizzata, i candidati del Pd Patrizia Maestri e Giorgio Pagliari chiedono il potenziamento della nuova sede distaccata della Dia di Bologna. Il fenomeno mafioso a Parma è ben presente: abbiamo cercato di documentare gli ultimi episodi, gli incendi e le intimidazioni.

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MAFIE A PARMA: LO SPECIALE DI PARMATODAY

"Un nuovo caso di infiltrazione mafiosa investe il Nord e la nostra città -esordiscono Pagliari e Maestri-, nella quale la Guardia di Finanza ha scoperto un circolo privato in cui operavano slot machine manomesse e gestite dalla ‘ndrangheta. Una volta di più siamo di fronte all’escalation malavitosa, che trova nelle regioni più ricche d’Italia una terra di conquista, complice la grave crisi economica che rende permeabili gli anelli più deboli del sistema produttivo.

La politica, la buona Politica, non ha solo il dovere di reagire. Citando Pier Luigi Bersani, è giunto il tempo che la politica si faccia carico di “rimettere la nostra democrazia su basi di legalità”. Fino ad ora non hanno aperto la breccia sperata le inchieste giornalistiche di Roberto Saviano e Giovanni Tizian – cui va tutta la nostra solidarietà per le minacce di morte emerse dalle recenti intercettazioni telefoniche –, l’instancabile attività di Don Ciotti e Libera, le segnalazioni dei sindacati specie sul settore edile, i report puntuali della Regione Emilia- Romagna. Eppure, proprio sul quaderno regionale “Città Sicure” dello scorso giugno si leggono parole preoccupanti.

Citiamo: “Il posto dove si può osservare con maggiore nettezza il profilo economico dei casalesi è Parma (…)”. Ancora: “Non ci sono solo gli Zagaria a Parma, ci sono anche altri mafiosi che arrivano da Gela”. Per questo e molto altro ancora, come candidati al Parlamento per il Pd, chiediamo che la sede distaccata della Direzione Investigativa Antimafia (Dia), assegnata da pochi a mesi a Bologna grazie al forte impegno del nostro partito, sia potenziata nelle strutture e nei mezzi e messa in condizione di svolgere a pieno le sue funzioni, preziosissime.

Ma non solo. Mentre il Pdl pare incapace di separare, sul serio, il suo destino da “impresentabili” come Cosentino, giunti fin dentro al cuore delle Istituzioni, crediamo con passione e convinzione che la buona Politica debba individuare come priorità nazionale un pacchetto di misure per aumentare le risorse a disposizione delle Forze dell’Ordine, delle Procure che operano nelle zone più interessate dal fenomeno mafioso. Soprattutto, la Repubblica deve portare la lotta alle mafie dentro alle scuole, con coraggio, chiarezza e senza reticenze. La cultura, l’educazione all’informazione e alla consapevolezza sono gli strumenti migliori che possiamo dare ai nuovi cittadini".

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