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'Ndrangheta a Sala Baganza, il sindaco: 'Ci costituiremo parte civile'

Il sindaco di Sala Baganza Cristina Merusi vuole fare chiarezza sulle recenti accuse legate alle indagini sulla 'ndrangheta nel parmense. "Ci costituiremo parte civile per difendere il buon nome di Sala Baganza

"Nessun indagato, eppure non è stata persa occasione per gettare fango sulla nostra Amministrazione e sulla reputazione di Sala Baganza". Così il sindaco Cristina Merusi torna sulle recenti accuse sollevate dalla minoranza legate alle indagini sulla ‘ndrangheta nel parmense. "Si sta speculando sul nulla, creando confusione ed un clima di sospetti infondati". Una situazione alla quale il sindaco di Sala Baganza reagisce con fermezza. "Non solo mi sono messa a disposizione della magistratura per qualsiasi tipo di informazione sia necessaria a chiarire la vicenda, ma ho anche chiesto un incontro a Bologna con il magistrato competente – afferma la Merusi -. L’unica intercettazione nella quale si citerebbe Sala Baganza è così vaga che è del tutto inammissibile la reazione, sproporzionata, di chi è arrivato subito alla conclusione che la malavita organizzata avrebbe tentato di condizionare il voto amministrativo del 2011". Intanto, lunedì 9 marzo, quando si terrà il prossimo consiglio comunale, verrà proposta la costituzione parte civile del Comune di Sala Baganza nel processo della max inchiesta Aemilia. "È una presa di posizione netta, che vuole ribadire l’assoluta trasparenza dell’amministrazione – conclude il sindaco – vogliamo difendere l’onestà del nostro operato ma anche l’onorabilità di Sala Baganza".

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