'Ndrangheta, sequestro di 3 milioni di beni alla cosca Grande Aracri

I carabinieri hanno sequestrato nel dettaglio 16 conti correnti e depositi bancari, due società del settore edile, sei unità abitative e nove commerciali, due veicoli e un terreno rurale. I legami della cosca con Parma

Beni per 3 milioni di euro sono stati sequestrati dai Carabinieri di Reggio Emilia sull'asse Reggio-Catanzaro a Francesco Grande Aracri, 59 anni, residente a Brescello, elemento di spicco dell'omonima cosca della 'ndrangheta di Cutro capeggiata dal fratello Nicolino, detenuto. L'operazione antimafia è in corso dalle prime ore di oggi. E' il primo provvedimento in Emilia-Romagna, uno dei primi al Nord nei confronto di una cosca calabrese, di sequestro patrimoniale preventivo anticipato. I legami della cosca Grande Aracri con Parma

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I carabinieri, tra Reggio Emilia, Brescello, nella Bassa reggiana, e Botricello (Catanzaro) hanno sequestrato nel dettaglio 16 conti correnti e depositi bancari, due società del settore edile, sei unità abitative e nove commerciali, due veicoli e un terreno rurale. Il provvedimento, firmato dal presidente del Tribunale di Reggio Emilia, è stato richiesto dalla Dda di Bologna; Francesco Grande Aracri è gravato da una sentenza definitiva passata in giudicato per associazione di stampo mafioso a Reggio Emilia dal 2001 al 2003. L'operazione rientra nel contesto dell'indagine 'Edilpiovra', che negli anni ha permesso di mettere in luce la penetrazione della 'ndrangheta del Reggiano, con estorsioni a gestori di esercizi pubblici e privati e fatturazioni seriali per operazioni inesistenti nei confronti di imprenditori, soprattutto del settore edile, destinate a occultare la 'dazione di denaro' che il gruppo chiedeva alle vittime, anche con la minaccia di ritorsioni e azioni incendiarie. Secondo le indagini dei carabinieri, Francesco Grande Aracri sovrintendeva e dirigeva le attività del gruppo nel Reggiano.

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