L'ordinaria magia dei Negrita. E il pubblico del Regio si alza in piedi

Una notte di ordinaria magia, quella che i Negrita hanno fatto vivere al pubblico del Regio che, a un certo punto, vuoi o non vuoi, è balzato in piedi per accompagnare il sound coinvolgente della band toscana guidata dalla magnifica voce-narrante di Pau

Una notte di ordinaria magia, quella che i Negrita hanno fatto vivere al pubblico del Regio che, a un certo punto, vuoi o non vuoi, è balzato in piedi per accompagnare il sound coinvolgente della band toscana guidata dalla magnifica voce-narrante di Pau, graffiante al punto giusto quando parla di tematiche che la gente, ormai, sente sue, un po come i brani che hanno segnato le quasi due ore di show, accompagnato da effetti sonori rivisitati, e giochi di luci magnifici che hanno fatto divertire un teatro sold out. Il pubblico del Regio, verso metà concerto, non ci ha visto più ed è scoppiato in un applauso fragoroso, dopo essersi sorbito lo scherzetto che i Negrita, apparentemente stanchi, hanno riservato ai loro fan: vanno dentro e si fanno invocare a gran voce, uscendo più carichi di prima e abbracciando tutta la platea con uno stile inconfondibile che la gente, tempo qualche canzone, ha fatto suo per tutto il concerto.

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E se fuori pioveva, dentro c'era il giusto calore, dettato soprattutto dalle melodie rivisitate in acustico, forse perché anche i Negrita avevano paura, ma solo all'inizio, di andare oltre, in una cornice stupenda come quella che fa da sfondo alla band e che, nei palchi laterali, da spettacolo. Qualche inedito, due, del nuovo disco, Deja vu, arrangiamenti e sperimentazioni di ritmi nuovi, melodie etniche che si prendono e si apprendono subito, che fanno impazzire il pubblico educato che mantiene le poltroncine per circa mezz'ora. Poi è un ballo, una sfida a chi batte più forte le mani, a chi salta di più perché se "l'uomo sogna di volare", oppure ha imparato a sognare, beh, il merito e anche un po' anche loro!

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