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Nestlè, 3 mesi in meno di lavoro? Dipendenti in sciopero spontaneo davanti ai cancelli

Sono scesi in sciopero dopo l'assemblea che si è svolta questa mattina alle ore 9 presso lo stabilimento di via Bernini a Parma. Alcuni dipendenti della Nestlè hanno deciso di astenersi dal lavoro per protestare fermamente contro la decisione dell'azienda

Sono scesi in sciopero dopo l'assemblea che si è svolta questa mattina alle ore 9 presso lo stabilimento di via Bernini a Parma. Alcuni dipendenti della Nestlè, all'interno dello stabilimento sono in totale circa 240, hanno deciso di astenersi dal lavoro per protestare contro la richiesta dell'azienda di sospendere l'attività lavorativa dei dipendenti per tre mesi all'anno, come avviene all'interno dell'altro stabilimento della Nestlè. Ma il polo di Parma svolge la funzione di centro per la ricerca e l'innovazione e in questo piano aziendale i sindacati e i lavoratori leggono la volontà di un declassamento dello stabilimento, considerato un'eccellenza. Il pomeriggio del 18 settembre si terrà un incontro presso l'Unione Parmense degli Industriali, alla presenza della proprietà, delle Rsu e dei sindacati, per cercare di trovare un accordo. 

Luca Ferrari della Flai Cgil ha dichiarato: "I lavoratori oggi hanno voluto dimostrare il loro disappunto e sono scesi in sciopero spontaneo, c'è stato un voltafaccia incredibile da parte dell'azienda rispetto a quello che era stato comunicato solo due giorni prima. Ora dicono che i lavoratori dovrebbero lavorare tre mesi in meno all'anno. Ciò comporterà, evidentemente, una riduzione degli stipendi. Chiediamo a Comune e Provincia di aprire un Tavolo di Crisi". 

LA NOTA DELLE RSU. "All'incontro di lunedì scorso, smentendo quanto dichiarato in occasione di incontri precedenti e in sede di coordinamento nazionale, Nestlé ha comunicato di ritenere lo stabilimento di Parma fortemente stagionale, tanto da preannunciare la necessità di una chiusura nei prossimi anni per ben 12 settimane, a fronte delle 6 settimane di cui si era sempre parlato. La proposta dell'azienda per coprire un periodo così lungo è quella di trasformare in riposi individuali le flessibilità positive dell'alta stagione e il salario ad obiettivi, che verrebbe di fatto azzerato. In questo scenario verrebbe meno ogni specificità riconosciuta nei precedenti accordi sindacali e ribadita in tutti i successivi incontri, al sito di Parma, quale stabilimento votato a produzioni di eccellenza, in cui sperimentare e lanciare prodotti nuovi. In aggiunta Nestlé ha anche comunicato una ulteriore riduzione dei volumi produttivi nel 2015 (dopo aver perso circa due milioni di litri di gelato nel 2014 rispetto all'anno precedente) dovuti anche allo spostamento di un milione di litri verso la Francia. Alle posizioni dell'azienda, che minaccia procedure di licenziamenti collettivi, rispondiamo con l'invito a rispettare gli impegni presi col territorio di Parma e a continuare quel confronto, già avviato nei mesi scorsi, che aveva delineato le basi per la condivisione di un possibile accordo pluriennale.  A questo scopo metteremo in campo fin da subito ogni azione necessaria, a partire dalla richiesta a Comune e Provincia di Parma di istituire un Tavolo di Crisi. FLAI – FAI – UILA di Parma RSU". 

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