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Gestione privata del nido Allende a Collecchio: la FP CGIL ribadisce la contrarietà all'operazione

Il sindacato spiega che la gestione tramite gara a un privato sarebbe dovuto alle vicende giudiziarie che vedono un'ex educatrice rinviata a giudizio per maltrattamenti nei confronti dei bambini, mentre l'organico attuale sarebbe in condizione di gestire il servizio.

Dopo la presentazione da parte del sindaco di Collecchio, Paolo Bianchi, di un piano di riorganizzazione che darebbe la gestione dell’asilo nido Allende a soggetti privati, la FP CGIL di Parma ribadisce la propria contrarietà alla operazione di affidamento in gestione tramite appalto. Le voci di una possibile riorganizzazione si rincorrono da mesi e già da tempo il sindacato aveva preso posizione sulla questione. In più c’è da mettere in conto le vicende che hanno toccato profondamente il nido lo scorso anno. Secondo quanto spiega la FP CGIL in un comunicato in cui ribadisce la preoccupazione sulla gara d’appalto per la gestione privata del nido “soprattutto in un momento in cui questa operazione viene messa in relazione con gli spiacevoli episodi avvenuti nei mesi scorsi, per i quali è stata rinviata a giudizio un'educatrice, oggi non più dipendente del Comune”.

"Senza questi fatti - precisa Barbara Vigilante, della segreteria FP CGIL Parma - non ci sarebbe alcun pretesto per procedere ad una esternalizzazione, visto che l'organico attuale è assolutamente in condizione di continuare a gestire il servizio (parliamo di 8 educatrici di ruolo e 4 ausiliarie a tempo indeterminato)".

“Il tema della continuità è quindi completamente garantito dalle modalità attuali di gestione2. Spiega il comunicato, che prosegue: 

“Flessibilità e servizi integrativi  aggiunge Vigilante - peraltro già esistenti, devono far parte di un progetto pedagogico che tenga presente anche i diritti del bambino e la sua centralità in un sistema che deve essere considerato educativo fin dalla più tenera età.

Altro è invece il tema, pure citato dal sindaco di Collecchio, del controllo rispetto ai fatti di presunti maltrattamenti di cui si diceva sopra. 

Premesso che è in corso un procedimento giudiziario sull'accaduto, e che finchè non verrà fatta piena luce sull'accaduto è opportuno mantenere un atteggiamento prudente, la FP CGIL ritiene che la prevenzione di eventuali episodi sfavorevoli si attui attraverso un attento lavoro di supervisione e di sostegno del personale, nonché di valorizzazione delle competenze di ognuno. Se ciò non è avvenuto, le responsabilità sono da ricercare tra chi svolgeva funzioni di direzione gestionale e di indirizzo politico.

Con una gestione indiretta, è di tutta evidenza che le responsabilità sul servizio resteranno in capo al Comune ma l'esercizio del controllo non potrà che essere più debole, visto l'intervento sulla gestione di un soggetto terzo.

Queste opinioni sono già state espresse all'Amministrazione Comunale dalle sigle presenti al tavolo (CGIL e CISL) e  dalla Rsu aziendale, nel corso di un incontro di presentazione del progetto avvenuto lo scorso 15 aprile.

Nei prossimi giorni - conclude FP CGIL - si attiverà il percorso di concertazione previsto dal contratto di lavoro e verrà convocata un'assemblea con il personale per discutere sulle iniziative da intraprendere”.

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