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"Ninna ho", anche a Parma arriva la culla per i bambini abbandonati

La culla è all'interno di una struttura in muratura in via Volturno di fronte al nuovo ingresso dell'Azienda Ospedaliera, in una zona riservata e protetta. E' dotata di sensori ed è costantemente videosorvegliata

culla-bambini-abbandonatiE’ stata inaugurata oggi presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, alla presenza del sindaco Pietro Vignali, dei vertici dell’ospedale e delle associazioni di volontariato, la prima culla termica “ninna ho” della città, un’apposita struttura creata per dare accoglienza e salvezza a neonati abbandonati. La cerimonia si è svolta a conclusione dell’iniziativa “Anno del neonato”, progetto avviato un anno fa dall’Azienda Ospedaliero Universitaria e Azienda Usl in collaborazione con Comune e Provincia di Parma per evidenziare l’importanza della nascita, coinvolgere e  responsabilizzare la comunità intera sul benessere del neonato, “cittadino del domani”.

La donazione e installazione della culla rientra nell’ambito del Progetto ninna ho, un’iniziativa a carattere nazionale nata nel 2008 da un’idea
della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus
e del network KPMG, con il patrocinio del Ministero della Salute e della Società Italiana
di Neonatologia, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno dell’abbandono neonatale e dell’infanticidio. La culla termica di Parma è stata realizzata anche grazie al contributo dei cittadini che durante le varie iniziative dell’Anno del neonato hanno raccolto ben 10mila euro utilizzati per l’impianto di condizionamento e il collegamento alla rete del 118, e grazie a Michele Soavi Editore che ha devoluto al progetto "ninna ho" parte del ricavato del suo libro Life!, volume fotografico sul Percorso Nascita dell’Ospedale.

La culla, benedetta da Padre Romano Mantovi, cappellano dell’Ospedale di Parma, è situata all’interno di una struttura in muratura in via Volturno di fronte al nuovo ingresso dell’Azienda Ospedaliera, in una zona riservata e protetta. E’ dotata di particolari sensori ed è costantemente videosorvegliata da un controllo remoto tramite una telecamera che verifica in ogni momento la presenza o meno di un neonato.
In corrispondenza dell'accesso esterno alla struttura è presente una tapparella automatica termoisolata, un citofono di comunicazione collegato con il centralino aziendale ed un pulsante di comando, premendo il quale la tapparella si apre ed è possibile deporre il neonato. Dopo di che, la tapparella si chiude automaticamente mettendo il piccolo al sicuro. Un allarme acustico, collegato con il 118, avvisa tempestivamente il personale medico che si reca sul posto per trasferire il prima possibile il neonato presso il reparto di terapia intensiva o neonatologia, per gli accertamenti e le cure del caso. Il piccolo viene ricoverato seguendo la procedura adottata per il neonato non riconosciuto e viene avviato il procedimento di adozione.

“Siamo molto felici di essere qui a Parma - ha dichiarato Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava – il grande entusiasmo, la partecipazione sentita e l’estrema determinazione della città e dell’ospedale parmense ci hanno spinto a indirizzare sull’ospedale stesso il sostegno all’infanzia abbandonata tramite il progetto ninna ho. Ringraziamo l’Ospedale, il Comune e la cittadinanza tutta per l’immediata accoglienza e il sostegno”.

“L’incontro con la città di Parma è stato scandito da un impegno condiviso – ha dichiarato Giovanni Rebay, Partner KPMG Responsabile Marketing & Communications – quello di promuovere l’idea di una società che sa accogliere e aprirsi al futuro, una società solidale, che riconosce e sostiene il “diritto naturale” più importante per ogni essere umano, il diritto alla vita. Un impegno che prima di tutto consiste nel diffondere sempre più capillarmente in Italia la conoscenza sui servizi a tutela della maternità presenti nel nostro territorio e le opportunità offerte dalle leggi italiane”.

“La culla - ha spiegato Daniela Viviani, responsabile Percorso Centro nascita dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma - è l’emblema di una sinergia d’intenti tra le varie istituzioni che si sono dimostrate sensibili ad un progetto di “genitorialità diffusa”. Tutte le iniziative dell’Anno del neonato sono state incentrate su questo concetto ed hanno trovato immediata trasversale ed unanime adesione. La nascita, infatti, rappresenta un importante evento personale, famigliare e sociale ancor prima che sanitario".

Oltre all’installazione di culle, il progetto ninna ho prevede una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione in 5 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, russo) volta ad informare le madri in difficoltà sull’attuale normativa, relativa alla segretezza del parto e alla tutela della donna e del bambino. Il DPR 396/2000 ha infatti sancito il diritto di partorire in assoluta segretezza e non riconoscere il bambino garantendogli il diritto di crescere in una famiglia. Ogni donna può ricorrere alle strutture pubbliche ed avvalersi del diritto all’anonimato, senza temere l’espulsione, se clandestina, ma vivere l’ospedale come ‘luogo amico’.

“Il nostro personale dell’ufficio di Parma – ha aggiunto Lino Barbieri, Partner KPMG Responsabile dell’ufficio locale - è direttamente impegnato per diffondere il materiale informativo presso consultori, parrocchie, cooperative sociali, presidi ospedalieri, Asl. Quello che ci interessa comunicare è l’idea dell’ospedale come sostegno sanitario e sociale, che garantisce anonimato e collaborazione alle donne in difficoltà".

Dopo la culla di Parma, che segue quelle inaugurate presso l’Ospedale Federico II di Napoli e l’Ospedale del Ponte di Varese, altre culle termiche verranno realizzate negli ospedali di Firenze, Padova e Torino.

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