No inceneritore, 3500 in corteo: "Fermare il cantiere, moratoria!"

Cittadini e associazioni hanno risposto all'appello nazionale lanciato dall'Associazione Gestione Corretta Rifiuti, tappa in via Repubblica sotto casa del presidente dell'Upi Giovanni Borri

Il corteo in via Repubblica (foto: Christian Donelli)

La pioggia di oggi pomeriggio non ha fermato la marcia dei 3500 manifestanti No inceneritore che hanno risposto all'appello nazionale lanciato dall'Associazione Gestione Corretta Rifiuti, che da anni si oppone alla realizzazione del termovalorizzatore in costruzione ad Ugozzolo. Il secondo corteo nazionale, dopo quello dell'aprile 2010, per protestare contro l'intenzione di costruire un inceneritore a Parma. Il ritrovo è fissato per le 14.30 all'interno del parco ex Eridania.

Molte le associazioni presenti con i relativi striscioni: la solidarietà ai no termo parmigiani è arrivata anche oggi da tutta Italia. Verso le 16.30 parte il corteo tra la pioggia: gli attivisti, muniti di ombrelli, impermeabili e qualsiasi cosa per proteggersi dall'acqua marciano uniti, sostenendo il grande striscione di apertura 'No parti pre-termine, no diossine nel latte materno. Bernazzoli, Ubaldi, Upi, fermatevi! Sì salute' e quelli che seguono 'Ordine dei medici; moratoria' . Un finto inceneritore, con tanto di camini, viene posizionato all'inizio del corteo e lo guida fino in piazza Garibaldi. Durante il percorso, passando per viale Fratti i manifestanti sono arrivati alla rotonda e hanno poi imboccato via Repubblica tra gli slogan più gettonati:

'Piove, piove, può anche nevicare ma l'inceneritore non si deve fare', lanciato da un gruppo di bambini e poi ripreso da tutti gli altri. 'Inceneritore, alta velocità la devastazione non passerà', Verso la coda del corteo un nutrito spezzone si raccoglie dietro lo striscione 'Difendi la tua terra No Tav Parma'. Il lungo serpentone di persone si è poi fermato sotto la casa del presidente dell'Unione Parmense degli Industriali Giovanni Borri. A lui è stato simbolicamente consegnata, in una lettera infilata sotto la porta di casa, la richiesta di moratoria chiesta dalla Federazione degli Ordine dei medici. Il corteo è poi proseguito fino a piazza Garibaldi, dove si sono tenuti gli interventi finali.

"Chiediamo che si fermi il cantiere e che ci sia un progetto alternativo --sottolinea Aldo Caffagnini chiediamo che sia verificato quello che abbiamo già presentato in Comune. E' un impegno che chiediamo ai candidati, che si esprimano in vista del voto. I cittadini vogliono cambiare, anche sotto la pioggia l'hanna detto".

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"Nel dicembre 2011 i medici hanno rinnovato la richiesta di moratoria. Dobbiamo portare questa richiesta all'attenzione del grande pubblico. La Provincia di Treviso, insieme a quella di Venezia ha fatto uno studio: è emerso che per trattare questo flusso di materie in Italia le industria dell'incenerimento crea un posto di lavoro, a fronte dei mille posti di lavoro creati dalla filiera del riciclo".

foto: Christian Donelli

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