Manifesti contro il Tav: "Non occorre essere valsusini per il no"

Da qualche giorno in diversi quartieri, al San Leonardo, in Oltretorrente, al Montanara, sono visibili numerosi volantini che spiegano le ragioni del movimento contro il Treno ad Alta Velocità

I manifesti No Tav di fronte all'Ospedale Vecchio in via d'Azeglio

Da circa quattro giorni in vari quartieri della città, dall'Oltretorrente al San Leonardo, dal Lubiana al Montanara, sono visibili molti manifesti che spiegano le ragioni del movimento contro l'Alta Velocità in Val Susa. I manifesti attaccati in vari punti della città intitolano 'Non occorre essere valsusini per essere No Tav, basta essere informati'. All'interno un breve testo tecnico che si sofferma sulla storia del movimento No Tav e su alcune ragioni per spiegare l'opposizione della popolazione della Val Susa al Treno ad Alta Velocità. Sono state molte le iniziative promosse dal movimento No Tav di Parma: l'ultima il blocco del treno Frecciabianca diretto a Torino.

Ecco il testo del volantino

La Comunità della Valle di Susa si oppone da 23 anni, e con valide ragioni tecniche, alla costruzione della tratta ferroviaria ad alta velocità Torino-Lyon. Il movimento NO TAV è nato per la difesa di un territorio alpino, perché la Valle di Susa è già attraversata da altri quattro collegamenti internazionali (due statali, un’autostrada e una ferrovia internazionale) e il lungo confronto tecnico ha dimostrato l’inutilità di quest’opera. Una nuova linea ferroviaria non serve perché esiste già una linea ferroviaria internazionale, elettrificata e a doppio binario, sulla quale sono stati conclusi i lavori per l’ammodernamento del tunnel del Frejus, che è utilizzata solo al 32% delle sua potenzialità ed è in grado di permettere il transito sia dei treni merci sia dei treni veloci TGV; perché è dimostrato che da anni il traffico merci attraverso le Alpi Occidentali è in forte calo, che da sempre i treni merci dell’AFA viaggiano sotto utilizzati e che non esiste alcuna domanda di trasporto passeggeri che possa giustificare una nuova linea ferroviaria, il cui costo a preventivo è di oltre 20 miliardi di euro, per una folle spesa di 120 milioni di euro al km.

Il progetto TAV nel suo complesso si è rivelato la “nuova tangentopoli”, come documentato nel libro Corruzione ad Alta Velocità del magistrato Ferdinando Imposimato, già membro della Commissione Antimafia, ed è diventato il più grande scandalo finanziario della Repubblica. Il progetto TAV, che ha sottratto risorse a tutte le “piccole opere” veramente necessarie al Paese, è già costato alla Finanza Pubblica oltre 44 miliardi di euro, aggravando il debito pubblico. Sarebbe più importante provvedere al buon funzionamento dei treni dei pendolari, sempre più carenti e inadeguati, e ripristinare i treni notturni per il Sud, anziché progettare mezzi di lusso per pochi. Non è accettabile che, mentre vengono imposti pesanti sacrifici, altri 20 miliardi di euro vengano sprecati in un’ennesima grande opera utile solo a chi la vuole costruire.
 

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