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Noceto, allevamento di visoni. Il Comune fa retromarcia: Sel esce dall'aula

Nel novembre 2012 scoppiò la polemica per la presenza di un allevamento di visoni con 3.796 animali in 960 gabbie. La consigliera di Sel Federica Barbacini aveva presentato una delibera che impediva la presenza di allevamenti di animali da pelliccia. Ora la delibera è stata annullata

Allevamento di visoni a Noceto. Nel novembre 2012 scoppiò la polemica per la presenza di un allevamento di visoni con 3.796 animali in 960 gabbie. La consigliera di Sel Federica Barbacini aveva presentato una delibera che impediva la presenza di allevamenti di animali da pelliccia sul territorio comunale. Ora quella delibera, che era stata approvata all'unanimità in novembre, è stata annullata e la consigliere è uscita dall'aula al momento della votazione. Sulla vicenda era intervenuto anche iNoceto, l'allevamento di visoni ha aperto senza autorizzazione
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Bertelli comunicando che la ditta era stata sanzionata perchè non aveva notificato l'apertura dell'attività

ALLEVAMENTO DI VISONI: L'ALLARME DI GABRIELLA MEO

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"Nell'ultimo consiglio comunale -esordisce Federica Barbacini, consigliera di 'Noceto Civica' per Sel- sono uscita dalla sala per non partecipare alla votazione che ha annullato la delibera votata all'unanimità nel novembre scorso per la quale mi sono battuta e che di fatto vietava la presenza sul territorio di allevamenti di animali da pelliccia trovando peraltro l'appoggio anche di tutta la maggioranza".

"La giustificazione che l'attuale amministrazione ha dato -prosegue Federica Barbacini-, ha carattere tecnico ed amministrativo e si rifà all'applicazione della Legge che a tutt'oggi, nonostante le battaglie animaliste, non ha ancora regolamentato sul tema. Non ho partecipato, perchè il mio pensiero non è cambiato di una virgola dalla volta scorsa e riguarda la sfera etica, morale e politica di un'amministrazione, perchè i consigli non sono soltanto organismi burocratici, ma anche e soprattutto politici e di indirizzo e se è vero che quando ci si attiene alle leggi non si sbaglia mai, è altrettanto vero che bisogna iniziare a battersi per cambiarle, le leggi, quando ci sono motivi validi; occorre dare segnali forti che servano a trascinare altre realtà e fare fronte comune su temi che riguardano la sfera etica della società, che non ha meno importanza di quella politica od amministrativa". 

"Un passo indietro così clamoroso -commenta la consigliera di Sel- non giova certamente all'immagine del comune, che si è fatto bello di una decisione importante, raccogliendo parecchi apprezzamenti, da destra a sinistra e che sembrava intraprendere la giusta via verso una presa di posizione forte, salvo poi fare retromarcia non appena si sono palesati i primi, prevedibili problemi. Mettiamo dunque che non si sia avuto il coraggio di scelte forti, si dovrebbe allora avere l'umiltà di ammettere che la situazione è sfuggita al controllo preventivo; l'intervento è arrivato in ritardo, ad allevamento già insediato, quando modificare il RUE con vincoli che rendessero impossibile un insediamento, automaticamente poneva fuori regola il presente ed esponeva l'amministrazione a rischi di carattere legale; scaricare la responsabilità sul legislatore che ha il solo compito di dirimere questioni attuali, è solo un modo per non prendere posizione. Sono molto rammaricata, perchè si è persa un'occasione per iniziare, seppure con fatica, un percorso che ritengo non sia più procrastinabile e che mi vedrà sempre in prima linea".

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