Shock a Noceto, aggressione omofoba. Alex: "Preso per il collo"

Si scrive omofobia. Si legge violenza. Succede a Parma, anzi in provincia, in un locale, nell''avanzato' mondo occidentale nel gennaio 2013. Alex, nome di fantasia, ci ha raccontato la sua drammatica storia e ci ha chiesto di renderla pubblica

Essere aggrediti fisicamente per il fatto di essere gay. Si scrive omofobia. Si legge violenza. Succede a Parma, anzi in provincia, nell''avanzato' mondo occidentale nel gennaio 2013. Ad ogni notizia di aggressione omofoba le istituzioni e i politici intervengono, con comunicati stampa. Ma nulla cambia. La realtà è diversa: gli episodi come quello che ha vissuto Alex testimoniano di una cultura ancora pesantemente omofoba.

Alex, un ragazzo di 24 anni, il nome è inventato per motivi di sicurezza, ha raccontato la sua drammatica storia a ParmaToday e ci ha chiesto di renderla pubblica. Noi, che pensiamo, come lui, che l'omofobia sia inaccettabile e l'episodio di cui è rimasto vittima vada denunciato a tutti i livelli, lo abbiamo ascoltato. Una normale sabato sera che si è trasformato in un incubo. Siamo a Noceto, in un locale, la sera di sabato scorso verso le 3 di notte.

"Sono andato con una mia amica nel locale: ci siamo messi a ballare -racconta il giovane. "Tutto sembrava tranquillo. Ad un certo punto quattro persone di grossa stazza, che mi hanno detto poi essere rugbysti, hanno cominciato a fare commenti per il fatto che sono gay, mi hanno detto 'frocio', 'gay' ma io non ho reagito. Nel corso della serata hanno anche cercato di importunare la mia amica, che è molto carina. Ma noi abbiamo scelto di non reagire a queste provocazioni. Non volevano problemi: eravamo andati in quel locale soltanto per divertirci".

Ma ad un certo punto la situazione cambia e quella che poteva essere un'aggressione solo verbale di trasforma in aggressione fisica. E' lo stesso Alex che ce la racconta. "Ci siamo avvicinati all'uscita ed uno dei quattro che ci avevano insultato ha preso per il braccio la mia amica e l'ha insultata. Non ho fatto nemmeno in tempo a reagire che questa persona mi ha preso per il collo. Avevo difficoltà a respirare. Poi sono intervenuti i buttafuori che hanno fatto uscire dal locale me e la mia amica, invece che gli aggressori". Dopo l'aggressione Alex decide di fare denuncia in Questura contro le persone che lo hanno aggredito e di rendere la sua storia pubblica.

Alex ha un forte dolore al collo, la camicia strappata e tanto malessere interiore per essere stato aggredito per le sue preferenze sessuali. Si reca al Pronto Soccorso dove riferisce dei dolori e gli vengono assegnati alcuni giorni di prognosi e di riposo. Per la verifica delle responsabilità dell'aggressione ci penseranno gli inquirenti. A noi il compito di denunciare la vicenda. "Hanno puntato sulla loro forza fisica per aggredirci" ci ha detto Alex. E' inaccettabile, io sono piccolo e la mia amica, guarda com'è magra". E ci mostra le loro foto sul telefono cellulare. Una storia incredibile, che succede a Parma, anzi in provincia, nell''avanzato' mondo occidentale nel gennaio 2013.

LA SOLIDARIETA' DI SEL

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